REAR WINDOW

Rear Window adora il cinema, la buona musica, l’arte in tante forme, leggere, scrivere, il web-designing, i viaggi, giocare a tennis, il nero e il grigio, la pizza, gli opposti, ricordare, avere fiducia, la sincerità, le emozioni, il senso dell’umorismo nelle persone. E' contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia!

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22 PICCOLI INDIANI

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Una volta nella vita, solo una e per favore, vorrei essere bello da togliere il fiato. Per riposare, mica per altro. Per recuperare una minima parte delle energie che ho speso in tutta la vita per essere carino, divertente, seducente, spiritoso, simpatico, diverso, imprevedibile, adorabile, forte, coraggioso, disponibile, intelligente, complice, paterno, sensibile, consapevole, preparato, informato, comprensivo, responsabile, affidabile e politicamente corretto. Solo per 48 ore... poi torno!


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mercoledì, 28 gennaio 2009
RW versione 2.0

Il 29 gennaio, a tre anni esatti dalla nascita de "La Finestra sul Cortile", viene rilasciata la versione 2.0 di Rear Window.

Orsù, da domani cliccate qui !!!



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sabato, 20 dicembre 2008
Giù il sipario



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lunedì, 08 dicembre 2008
Giovedì mi sposo... e chiudo il blog!

Affondato sul divano, barba di due giorni, bicchiere di whisky in mano, me ne stavo a rimuginare sui motivi per i quali il mio blog fosse così in crisi, quando arrivò Simona e si sedette accanto a me.

«E' tutta colpa di Facebook
- proruppi - Splinder si è svuotato ormai. Sono tutti su faccia di libro a vedere vecchie foto della cresima, a cancellare decine di inutili sottoscrizioni e a crearsi reti di finte amicizie. Sai bene - solo per dirne una - che esistono persone che per strada non ti salutano, e su Facebook, invece, ti trattano come se foste vecchi amiconi... e tutto ciò senza apparente imbarazzo! Peccato per Splinder... FB sta ai blog come i programmi di Maria De Filippi stanno alla tv di qualità».
«Ma FB non c'entra nulla! Sei tu che hai ammorbato i tuoi lettori con decine e decine di post su berlusconi! - rispose Simona - Ma chi ti credi di essere? Gad Lerner? I tuoi lettori sono stanchi di politica, vogliono invece sapere qualcosa della tua vita... tu non racconti mai nulla di te!»
«Ma io non faccio niente d'interessante. A chi vuoi che importi cosa compero dal "besagnino" sotto casa o le mie centouno misure per evitare di incontrare il padrone di casa!!!»
«E' giusto... ci vorrebbe qualcosa di più eclatante!»
«Ma la mia vita non è eclatante. Sto sempre con questo binocolo a guardare fuori, in cortile, e non succede mai granchè!»
«Mai dire mai. Specie perchè si da' il caso che io abbia una soluzione bell'e pronta per te! Una notiziona epocale che sarà sicuramente in grado di risollevare le sorti del tuo povero bloghettino!»
«Grande Simona!!! E quale sarebbe?!»
«Semplice. Ci potremmo sposare! Pensa alla gigantesca onda d'urto che un simile scoop avrebbe sul tuo indice di gradimento! Sarebbe un autentico tsunami!!!»

Colto alla sprovvista, sbiancai fino a prendere lo stesso colore delle pareti! Trattenni il fiato per un attimo, strabuzzai gli occhi e, senza accorgemene, un'espressione di euforia si dipinse sul mio viso. «Simona, adesso so esattamente cosa si prova a stare con un genio, anzi, per la precisione, a stare per sposare un genio! Questo sì che è un bell'asso nella manica! Lascia che ti abbracci!»

Due giorni dopo, la mia futura sposa mi trovò con un'aria molto più perplessa, ancora più stravaccato sul divano. «C'è qualcosa che non va. Non vorrei che i miei lettori pensassero che io mi sposi solo per avere più visite e più commenti. Anche se è vero, mi pare brutto!» Senza scomporsi minimamente, con il tono di voce più neutro che le abbia mai sentito, Simona rispose così: «Semplicissimo. Non hai altro da fare che chiudere il blog. Così nessuno potrà pensare che il nostro sia un matrimonio d'interesse».
«Sai che ti dico, Simona? Tu sei sprecata per Splinder, dovresti ideare programmi televisivi al posto della De Filippi! Sei un cervellone di prima categoria, se Costanzo ti conoscesse, sono sicuro che vorrebbe impalmarti al posto mio!»



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giovedì, 04 dicembre 2008
Intrinsecamente cattivi

Nel mondo ci sono 88 paesi che condannano con il carcere, la tortura e i lavori forzati le persone in quanto lesbiche, gay e trans. In 7 di questi - Iran, Arabia Saudita, Yemen, Emirati arabi, Sudan, Nigeria, Mauritania - è prevista la pena capitale. Pochi giorni fa il Vaticano ha respinto l’iniziativa dell’Unione Europea, accolta da tutti i membri compresa l’Italia, di chiedere all’Onu la depenalizzazione dei reati legati all’omosessualità nel mondo. Questa decisione della Chiesa, che ha anche bocciato il progetto di inserire l’aborto tra i diritti universali dell’uomo, è stata motivata da monsignor Celestino Migliore, nunzio del Papa all’Onu, con il fatto che gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come matrimonio, finirebbero così con l'essere messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni.

Questa inaccettabile posizione, che di fatto pone il Vaticano sullo stesso piano dei paesi islamici in cui si uccidono omosessuali e transessuali, viene ulteriormente ribadita dalla vergognosa affermazione del Papa: «La particolare inclinazione della persona omosessuale, benchè non sia in sè peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale.»



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martedì, 25 novembre 2008
History repeats

Ho un grande rispetto per la Storia, come per qualsiasi cosa da cui imparare. La Storia ci ha dimostrato, ad esempio, che il preludio ad ogni regime autoritario, o persino ad ogni dittatura ["dolce" od effettiva che sia], presenta molti tratti in comune: crisi economica, attacco alla giustizia, controllo dei media, affossamento della scuola e della cultura in genere, deligittimazione delle parti sociali, svilimento delle istituzioni esistenti, denigrazione dei diversi, promozione di un clima di intolleranza ed ignoranza, esagerazione di una condizione di insicurezza sociale, difesa dell'esercito e delle forze di polizia, personalizzazione del potere.

L'amico Seaweeds mi invia via mail questa splendida vignetta di Stefano Disegni, che ironizza efficacemente su alcuni degli aspetti sopra menzionati.
Cliccare sulle due immagini per ingrandirle



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giovedì, 20 novembre 2008
Persi nel Natale

Direttamente dalla casa di riposo per blogger maturi, affetti da turbe giovanili,  anche quest'anno non ci stiamo facendo mancare la nostra dose intramuscolare di Lost. La quarta stagione ha assunto per noi una funzione prettamente curativa. Simona ed io siamo pazienti ormai cronici e gravi, che non rispondono a nessun altro trattamento a base di morfina o di altri narcotici affini. Soltanto i benefìci terapeutici prodotti dalla visione delle vicende dei naufraghi più famosi della televisione ci consentono di ottenere una significativa attenuazione della sintomatologia di cui siamo preda da circa due anni a questa parte.

Con l'approssimarsi del Natale, però, un'altra dipendenza si sta insinuando nei nostri già debilitati organismi. Per adesso il sottoscritto riesce ad opporre ancora una certa resistenza. La povera Simona invece è caduta completamente vittima della cosidetta Christmas Addiction, ossia quella particolare patologia che costringe le persone a spendere buona parte del proprio tempo nei centri commerciali, in cerca di qualsiasi prodotto che ricordi la festività in oggetto. Altri pericolosi sintomi, tipici di tale dipendenza, sono la programmazione di vacanze dicembrine in Lapponia, con l'obiettivo di scoprire la vera casa di Babbo Natale, il compulsivo invio di mail con dettagliatissime liste regalo all'indirizzo santaclaus@is.comingtotown, oppure la reiterata somministrazione di carote ai propri fidanzati, nella speranza che questi ultimi si trasformino in poderose renne natalizie. Nella foto, ecco parte dell'ingente bottino di cui Simona si è impossessata, a seguito di uno dei suoi più recenti raid.




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venerdì, 14 novembre 2008
La protezione dell'amore

Stamane, a seguito della consueta lettura dei quotidiani online, il senso di stanchezza e di sofferta impotenza che mi accompagna ormai da un pò di tempo, riguardo ciò che sta succedendo in questo nostra italietta, si è fatto più angosciante. Mi chiedo come sia possibile trasformare una tragica e dolorosissima vicenda privata in una battaglia ideologica, in cui le persone si sentono in diritto di tranciare giudizi senza conoscere minimamente le terribili e continue sofferenze che questa comporta. Trovo rivoltante che  politici e preti possano spingersi a sostenere che l'autorizzazione della Cassazione a sospendere l'alimentazione di Eluana Englaro, in coma da 17 anni, corrisponda ad un omicidio di stato. Ancora una volta ci dimostriamo incapaci di giungere alla responsabilità di decisioni condivise e di porre termine ad uno sconcertante vuoto legislativo. Trovo indegno di un paese civile che chi abbia la sventura di trovarsi nelle condizioni estreme di questa ragazza non possa essere protetto dalle persone che ama sino alla morte. Sta a loro e soltanto a loro l'ultima decisione, perchè soltanto loro possono responsabilmente decidere per amore. L'amore di chi desidera accompagnare ad una fine clemente una persona cara e preziosa.



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sabato, 08 novembre 2008
Il sogno di un animatore di bordo

Barack Obama nel suo primo discorso dopo aver vinto le elezioni, rivolgendosi a chi non l'aveva votato, ha dichiarato: «ascolterò la vostra voce, ho bisogno del vostro aiuto, sarò anche il vostro presidente». Silvio berlusconi, durante la campagna elettorale del 2006, diede del coglione a chi si apprestava a votare per i suoi avversari politici. Ieri invece ha sostenuto che chi non capisce il suo "sense of humor" è un imbecille. Io sono giunto alla sconfortante conclusione che questo triste e buffo mondo in cui ci troviamo deve essere davvero zeppo di poveri imbecilli, dal momento che tutti i principali quotidiani internazionali hanno sottolineato l'ennesima figuraccia del "nostro" premier.

Evidentemente berlusconi non ha ancora ben compreso che fare l'animatore sulle navi da crociera non è esattamente la stessa cosa che ricoprire un ruolo istituzionale, e che in bocca ad un uomo di stato certe cose non possono starci. Forse, proprio come faceva negli Anni 60, quando imbarcatosi col ruolo di intrattenitore, raccontava barzellette, recitava sketch e cantava canzoni con il "fedele" Confalonieri al pianoforte, il Nostro ancora ritiene che con queste simpatiche "carinerie" riuscirà a portarsi a letto qualche ragazzotta compiacente, spingendosi persino a prometterle - chissà - un ministero  nel sogno di un suo futuro governo.

Ragazzi, che bello però sapere che queste cose nella realtà non accadono!




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mercoledì, 05 novembre 2008
Nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso

Lo hanno detto tutti, ma - nonostante questo - è vero e quindi tocca dirlo anche a me: la vittoria travolgente di Barack Obama costituisce una data storica, un passaggio epocale nella vita della Nazione più importante del mondo. Il nuovo Presidente degli Stati Uniti propone un cambiamento radicale, avvicinando la politica alle "minoranze" afro-americane, latine, sudamericane e asiatiche, e ai ceti meno abbienti in genere. E’ lo specchio di un’America diversa dal punto di vista generazionale, dove i giovani sembrano voler partecipare attivamente alla vita politica, come che non succedeva più da moltissimi anni. Obama ha dimostrato di essere capace di fermezza e saggezza e di essere una figura attorno la quale far muovere il Paese, andando oltre il "fattore-razza". «Ho fratelli, sorelle, zii e cugini di ogni razza e colore, sparsi su tre continenti, e finchè avrò vita, non dimenticherò mai che in nessun altro Paese della terra sarebbe possibile una storia come la mia. Non è la storia di un classico candidato. Ma ha impresso nel mio patrimonio genetico l’idea che questa nazione è più della somma delle sue parti, che siamo molte persone, ma un unico popolo». Questa una delle dichiarazioni fatte durante la campagna elettorale, più o meno mentre in Italia scoppiava l'emergenza razzismo. Gli americani questa volta si sono dimostrati più intelligenti e liberali degli italiani, o forse - più semplicemente - McCain non ha potuto godere del radicato controllo dei media e dell'ignoranza politica dei suoi connazionali, così come Berlusconi da noi. Solo in Italia, tanto per fare un esempio, può accadere che un candidato decida di evitare il confronto televisivo con l'avversario politico e, nonostante questo, essere premiato dall'elettorato.

Fatto sta che il passato è stato sconfitto e da domani potrà iniziare una promettente stagione, per  quanto il lavoro da fare sia durissimo. 
«Nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso», disse un giorno Eleanor Roosevelt. Ed è esattamente questo che ha fatto Barack Obama: ci ha creduto fino in fondo con granitica tenacia. Ha creduto che ce l'avrebbe fatta nonostante la storia, l'esperienza, i precedenti e lo stesso buon senso. Proprio per questo motivo la sua vittoria segna un giorno così importante per la Storia di questo nostro piccolo grande mondo.



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giovedì, 30 ottobre 2008
Un santo e un assassino

Ad un intervistatore che gli domandava come fosse arrivato alla straordinaria innovazione stilistica di "Quarto Potere", Orson Welles rispose: «Devo tutto alla mia ignoranza. Se questa parola vi sembra inadeguata, sostituitela con innocenza». A soli 23 anni fece il suo trionfale ingresso ad Hollywood, grazie, oltre che ad una brillante attività di direzione teatrale, al gigantesco clamore dovuto alla sua riduzione radiofonica de "La guerra dei mondi". Il programma, andato in onda il 30 ottobre di 70 anni fa, simulava un attacco marziano nel New Jersey e finì con lo scatenare il panico negli Stati Uniti. Moltissimi ascoltatori non si accorsero, infatti, che si trattava di una finzione, e credettero che la Terra stesse realmente subendo lo sbarco di una flotta di bellicose astronavi marziane.

Tre anni dopo Welles realizzò uno dei maggiori capolavori della storia del Cinema, che rompeva con qualsiasi altra cosa si fosse vista prima. Una tecnica rivoluzionaria che frantumava il linguaggio convenzionale grazie all'uso di flashback, di nuovi sistemi di illuminazione e obiettivi speciali per ottenere una grande profondità di campo, notevolissimi piani-sequenza, elaborati movimenti di macchina, uso di dissolvenze incrociate di eccezionale complessità.

 
Nacque un autore coraggioso che pagò a caro prezzo l'orgoglio di essere tale. Nessuno dei suoi film successivi ebbe vita facile. Sofferti i progetti, sofferte le realizzazioni. Di lui ebbe a dire «Tutto quello che mi riguarda è una contraddizione, e così tutto quello che riguarda tutti gli altri. Siamo fatti di opposizioni; viviamo fra due poli. C’è un filisteo e un esteta in ognuno di noi, un santo e un assassino. Non si può conciliare i poli. Si può solo riconoscerli».



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