Rear Window adora il cinema, la buona musica, l’arte in tante forme, leggere, scrivere, il web-designing, i viaggi, giocare a tennis, il nero e il grigio, la pizza, gli opposti, ricordare, avere fiducia, la sincerità, le emozioni, il senso dell’umorismo nelle persone. E' contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia!
al cinema con charlie brown
amalteo
being mastroianni
bellatrix
colazione da splinder
conte nebbia
erikaluna
giovane e innocente
ho sognato un gatto parlante
i viaggi del nano
in movimento
l'eleganza del riccio
miss blum
piacere cinefago
seaweeds leaves
tenda rossa
Rear Window
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Devo un saluto ed un ringraziamento a tutti coloro che hanno visitato il mio blog ed in particolare a chi ha voluto lasciare traccia di un suo apprezzamento a quanto scrivevo. Ho preso la decisione di interrompere la pubblicazione dei post perchè in questo momento non potrei che parlare di una cosa sola. Ho da poco scoperto che una persona che pensavo comunque meritasse il mio rispetto, in realtà aveva tradito la fiducia incondizionata che avevo in lei nel modo più spregevole, infarcendo il tutto con reiterate menzogne. Non era certo questo di cui volevo scrivere quando ho pensato di aprire un blog e perdipiù vorrei evitare di sentirmi dire le solite frasi di circostanza che tipicamente si utilizzano quando qualcuno dei nostri amici si trova in queste condizioni.
Credo che mi sentirei un pò come Lello Arena (Tonino) in "Scusate il ritardo" che perseguita l'amico Massimo Troisi (Vincenzo), perchè molto depresso per questioni sentimentali. "Uè Tonì, comme stai?" S'informa Vincenzo "E come devo stare Vincè, sempre uguale! Io, io ti devo parlare Vincè, io mi devo sfogare con qualcuno, due minuti..." - "Ma quanno adesso?" - "no, pure dopo..." - "E, dopo Tonì, quanno se ne sono andati tutti" - Gli offrono un caffè, ma lo rifiuta perchè ha il fegato malato "Si Vincè, ma non fare che dici dopo parliamo e poi non parliamo.." - "Tonì, se ti ho detto dopo è dopo, parliamo non ti preoccupare" - Ma Tonino non è convinto... "Vincè..." - "Tonì, t'aggie ditte dopo parliamo!" - "Vincè..." - "Basta Tonì! nun te vogghie vedè cchiù, vavattenne..."
Ancora grazie. Paolo.
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E' sempre difficile dire addio a chi si ama... a chi ha fatto un pezzetto di vita insieme a te, portando in dono felicità e dolore. Per quanto ci si prepari, non si è mai pronti e si tenta di procrastinare la fucilazione anche solo di qualche minuto. Si, perchè è proprio come una condanna a morte. C'è chi ha rifiutato la benda sugli occhi. Ha visto esaudito il suo ultimo desiderio e poi, mostrato il petto, ha guardato in faccia, e a testa alta, il plotone d'esecuzione. E' morto da eroe, o almeno gli piace pensarlo. Però è morto. Esattamente come tutti gli altri.
Domattina alle sei saro' giustiziato per un crimine che non ho commesso. Dovevo essere giustiziato alle cinque, ma ho un avvocato in gamba.
(Woody Allen)
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Ah... la comunicazione! Credo che non possa esserci maggiore distanza fra due persone di quella data dal linguaggio e dal differente utilizzo che si fa delle parole. Per me le parole hanno un valore: è un fatto di sensibilità, di sincerità, di impegno, di integrità, di spessore. Moretti diceva che chi parla male, pensa male e vive male. Non mi piace chi usa le parole con leggerezza e faciloneria. Quanta desolante pochezza c'è nell'animo di chi dice "ti amo" con la stessa attenzione con cui direbbe "mi dia un etto di focaccia".![]() |
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Mi viene chiesto cosa significa essere di sinistra oggi. Io credo che significhi non accettare. Sono sicuro che molti diranno che è poco, ma per me invece è davvero tanto. Non accettare che si sostenga che si sia in terra straniera per una missione di pace, quando continuano a morire persone ogni giorno. Non accettare che si tratti l'Italia come se fosse un feudo personale. Non accettare che si legiferi a beneficio proprio e dei propri compagni di merenda, invece che occuparsi della cosa pubblica. Non accettare che si assoggetti tutto, persino la Costituzione, al privato tornaconto. Non accettare che si facciano lezioni di etica e di morale quando si hanno procedimenti penali conclusi con una condanna, o si sia goduto di amnistie o prescrizioni. Non accettare che si seguiti ad utilizzare la propria posizione di potere, che non ha analogie in nessun altro stato democratico del mondo, per manipolare l'opinione pubblica. Non accettare il continuo e violento attacco a chi la pensa diversamente. Sono sicuro che molti diranno che è ben poco, che occorre proporsi e non solo contrapporsi, ma per me invece, in questo momento storico, è già davvero tanto.
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Se... (pausa necessaria per l'effettuazione di riti scaramantici, pratiche voodoo ed oscure cerimonie di santerie cubane) fra due mesi diventeremo maggioranza, la penseremo ancora così? ;-)
"Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioé che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'é un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sà che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza...e quindi..."
(Caro Diario)
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Probabilmente
non sei più chi sei stata
ed è giusto che così sia.
Ha raschiato a dovere la carta a vetro
e su noi ogni linea si assottiglia.
Pure qualcosa fu scritto
sui fogli della nostra vita.
Metterli controluce è ingigantire quel segno,
formare un geroglifico più grande del diadema
che ti abbagliava.
Non apparirai più dal portello
dell'aliscafo o da fondali d'alghe,
sommozzatrice di fangose rapide
per dare un senso al nulla. Scenderai
sulle scale automatiche dei templi di Mercurio
tra cadaveri in maschera,
tu la sola vivente
e non mi chiederai
se fu inganno, fu scelta, fu comunicazione
e chi di noi fosse il centro
a cui si tira con l'arco dal baraccone.
Non me lo chiedo neanch'io. Sono colui
che ha veduto un istante e tanto basta
a chi cammina incolonnato come ora
avviene a noi se siamo ancora in vita
o era un inganno crederlo. Si slitta.
(Eugenio Montale)
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Qualcuno mi ha chiesto il perchè di questo blog. In effetti non mi interessa il blog come forma diario. Gli ho dato il nome di "Finestra Sul Cortile" non solo per rendere omaggio ad un Maestro del cinema, ma anche e soprattutto per specificare che sarà prevalentemente rivolto al "fuori", e a parlare del "dentro" attraverso il "fuori" e quasi mai direttamente. Lo considero un osservatorio (l'immagine del binocolo è, in questo senso, sintomatica) e sicuramente non un confessionale, nè tantomeno un pulpito. In effetti credo che le nostre scelte ed i nostri interessi ci rappresentino tanto quanto i nostri pensieri e quindi ritengo che se chiamo in causa Woody Allen o Pasolini, Totò piuttosto che Montale, Van Gogh oppure Erri De Luca, David Bowie invece che Hitchcock, in realtà fornisco di me delle coordinate, forse non così evidenti rispetto a quelle che potrei condividere concedendomi ad una personale cronaca giornaliera, ma certamente, per chi è in grado di coglierle (e proprio qui sta il gioco), altrettanto confidenziali.
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A 30 anni dalla morte dell'intellettuale friulano, viene ripubblicato "Intervista a Pasolini" di Davide Toffolo, leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Un romanzo a fumetti in cui l'autore segue passo passo le parole autentiche di Pier Paolo Pasolini tratte da libri, articoli, interviste, documenti, ripercorrendone il pensiero, ancora attualissimo e realizzando un omaggio originale e riuscito. Dice Pasolini:
"Io in questi anni, ho fatto tutto come un poeta, anche il cinema. Il cinema è intimamente poetico perchè ha il carattere del sogno. Un albero, un volto umano, un paesaggio riprodotti sono poetici. La fisicità è poetica in sè, perchè è un'apparizione piena di mistero. L'albero riprodotto diventa il segno di un sistema linguistico, e chi parla attraverso un albero se non Dio o la realtà stessa? Perciò il cinema è sostanzialmente poetico. Il problema è la commercializzazione di tutto questo. La poesia non è merce, non è consumabile. E' ora di dirlo! Questa di paragonare l'opera a un prodotto e i suoi destinatari a dei consumatori, può essere una divertente metafora, ma nient'altro. Se qualcuno dice sul serio una cosa del genere è un imbecille. Un lettore può leggere una poesia anche un milione di volte senza consumarla, anzi forse la milionesima volta la poesia gli potrà sembrare più strana e nuova e scandalosa che la prima volta."
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