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REAR WINDOW

Rear Window adora il cinema, la buona musica, l’arte in tante forme, leggere, scrivere, il web-designing, i viaggi, giocare a tennis, il nero e il grigio, la pizza, gli opposti, ricordare, avere fiducia, la sincerità, le emozioni, il senso dell’umorismo nelle persone. E' contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia!

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Una volta nella vita, solo una e per favore, vorrei essere bello da togliere il fiato. Per riposare, mica per altro. Per recuperare una minima parte delle energie che ho speso in tutta la vita per essere carino, divertente, seducente, spiritoso, simpatico, diverso, imprevedibile, adorabile, forte, coraggioso, disponibile, intelligente, complice, paterno, sensibile, consapevole, preparato, informato, comprensivo, responsabile, affidabile e politicamente corretto. Solo per 48 ore... poi torno!


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mercoledì, 27 giugno 2007
Ma che palle!

Alcuni anni fa un regista indipendente ha realizzato alcuni brevi video con sequenze tratte da film famosi, modificate dall'aggiunta di un palloncino dispettoso. Ideati per una campagna pubblicitaria di un parco giochi poi soppressa, ora girano su YouTube. Di seguito due esempi, e qui la collezione completa dei video.



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sabato, 23 giugno 2007
Tutto ciò di cui hai bisogno è amore

All you need is love fu scritta da John Lennon, anche se, come per la maggior parte dei brani dei Beatles, è ufficialmente accreditata a Lennon-McCartney. La BBC invitò la band a rappresentare l'Inghilterra nel primo programma televisivo in mondovisione, "Our World", trasmesso il 25 giugno 1967 in 26 paesi e visto da oltre 350 milioni di persone e, per l'occasione, commissionò loro la realizzazione di una canzone. L'idea era di puntare su un testo comprensibile anche per chi non fosse di lingua inglese, che avesse un afflato universale ed esprimesse concetti semplici. Il loro manager, Brian Epstein, affermò al riguardo:  «Era una canzone molto ispirata e i Beatles volevano veramente dare un messaggio al mondo. Il bello della canzone è che non può essere mal interpretata. È un messaggio chiaro che dice che l'amore è tutto». Visivamente, la trasmissione fu il trionfo del Flower Power: tutti obbligatoriamente agghindati in sgargianti tenute colorate con la sola eccezione dei tredici membri dell'orchestra, rigorosamente in tight; ovunque abbondavano ghirlande floreali e palloncini colorati. L'introduzione, che utilizzava le prime famose sedici note dell'inno nazionale francese, fu l'elemento sorpresa che attirò immediatamente l'interesse sulla canzone: le proteste dei perbenisti non tardarono ad arrivare, contribuendo ancor più a suscitare curiosità, come i Beatles, ormai smaliziati gestori della loro immagine, avevano previsto. Curiosamente però a protestare non furono tanto i francesi, forse piacevolmente sorpresi di tanto inatteso omaggio al loro inno, quanto gli inglesi, meravigliati ed offesi dal fatto che un complesso britannico avesse suonato l'inno francese e non, patriotticamente, il canonico e serioso God save the Queen.  Il brano, inoltre, vantava una citazione dei Concerti Brandemburghesi di Bach, un inserto di In the mood di Glenn Miller ed uno di She loves you degli stessi Beatles. Il tutto assieme con un coro che vedeva, fra gli altri, Eric Clapton, Mick Jagger e Keith Richard, Graham Nash e Keith Moon. Un vero e proprio inno epocale, in anticipo di circa un anno sull'avvento della ben nota rivoluzione culturale, che adottò tale tema a fondamento espressivo, non solo della musica, ma anche di altre forme d'arte, oltre che, naturalmente, della politica e del costume sociale.



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giovedì, 21 giugno 2007
Preludi a un bacio

Preludi a un bacio



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poesia e scoperta
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lunedì, 18 giugno 2007
I have a dream

Il sogno è l’ingrediente più misterioso del sonno. Molte persone dicono di non sognare o di  non ricordare i propri sogni, ma è ormai stato accertato che l’attività mentale non cessa mai, neanche quando dormiamo.  Secondo la brillante metafora di Friedrich Schiller, quando ci addormentiamo “le guardie alle porte dell’intelletto” vengono rimosse, e il cervello può lasciare così liberare le sue passioni e le sue paure sopite durante lo stato cosciente. Per questo motivo, il sogno assume caratteri di rivelazione e di superamento dei propri limiti convenzionali.
 
Lo stretto legame tra sogno e morte ricorre in maniera universale nelle diverse culture prefigurando una sorta di identica matrice. Per gli antichi greci il regno dei sogni si trova presso l’ingresso dell’Ade. Per i tibetani l’uomo sogna proprio per abituarsi alla morte e, se sfrutta consapevolmente questa possibilità, sogna per prepararsi a vivere il trapasso in maniera adeguata, guadagnandosi l’opportunità di scegliere la successiva incarnazione. Il timore della morte è quindi ingiustificato, poiché tale trasformazione sottintende un’idea di progresso evolutivo o meglio, un risveglio della consapevolezza intesa come coscienza del proprio stato.  In Oriente, un vero illuminato, un buddha (termine che, non a caso, significa “risvegliato) è colui che non sogna più. Non ne ha bisogno, poiché in lui conscio e inconscio si sono ricongiunti e costituiscono un’evidente, unica realtà. Ma il sogno non è solo l’interfaccia della morte o una ricongiunzione interiore, ma è anche un elemento importante di connessione col divino. Nella tradizione islamica, il sogno diventa il mezzo espressivo per eccellenza con cui Dio si rivolge agli uomini comuni, concedendo loro una piccola rivelazione. Nella tradizione biblica un ruolo fondamentale rivestito dai sogni è quello di ricevere un ordine o un avvertimento direttamente da Dio.  Tuttavia, a causa di questo forte sapore di arcano, nel Medioevo europeo la tendenza alla demonizzazione del sogno diventa predominate, tanto da assimilare l’interpretazione dei sogni ad una pratica simile all’eresia. Sarà comunque l'avvento della logica cartesiana a porre le basi per la moderna interpretazione dei sogni di cui Sigmund Freud ha offerto la visione più sistematica. Spogliato il sogno di ogni valenza straordinaria, l’uomo può finalmente contestualizzare l’esperienza onirica e fare i conti con l’inconscio, i cui unici misteri finiscono per essere la nostalgia per l’infanzia e la necessità di appagare desideri inespressi. 
 
Sebbene Freud abbia raccolto consensi diffusi, non sono mancate le critiche per la sua impostazione centrata quasi esclusivamente sulla sfera sessuale e sulla libera associazione di idee. Inoltre, per i suoi detrattori, l’interpretazione dei sogni ha scarsa certezza perché il linguaggio non può descrivere un sogno senza alterarne le caratteristiche essenziali: il sogno si produce durante il sonno e ogni trasposizione non ne garantisce l'attendibilità. C’è tuttavia una simbolica del sogno, una possibile traduzione delle immagini e delle situazioni che trascende i limiti del linguaggio. E sarà Carl Gustav Jung a sviluppare questo aspetto interpretativo, restituendo al sogno la sua valenza universale, accomunandolo agli archetipi, simboli collettivi che fanno parte di un patrimonio che appartiene a tutti. Dalle culture tradizionali alla psicologia nata in Occidente, interpretare i sogni significa svolgere un lavoro fondamentale per la conoscenza di se stessi, in quanto consente all’uomo di vivere in stretto contatto con il proprio inconscio, scoprendo quella parte di sé spesso rimossa perché vera, estremamente sincera e primitiva, a volte dolorosa o persino scomoda da riconoscere.

[Cranberries > Dreams]
[Altan sul sogno]



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filosofie e cazzeggi
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venerdì, 15 giugno 2007
Sui cameo

Tutti sanno cos'è un cameo [o cammeo], ossia  una breve apparizione in uno spettacolo teatrale o in un film, ad opera di un attore, un regista o un qualsiasi altro personaggio famoso. Può essere sia una comparsata di pochissimi secondi, che un piccolo ruolo di una manciata di minuti. Però forse non tutti conoscono che il termine viene coniato nel 1955 dal produttore Mike Todd, il quale costella il suo primo film - Il giro del mondo in 80 giorni - di una cinquantina di grandi star dell'epoca [fra cui Frank Sinatra, Marlene Dietrich, Ava Gardner, Fernandel, Buster Keaton, John Gielgud, Peter Lorre, Gorge Raft], coinvolte proprio in piccoli ruoli marginali, considerati da Todd dei "ritratti gioiello". Probabilmente i cameo più famosi della storia del Cinema sono quelli brevissimi di Alfred Hitchcock, in cui il regista inglese solitamente impersona passanti o personaggi appena visibili sullo sfondo, talvolta alle prese con situazioni ridicole e divertenti.

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Il prigioniero di Amsterdam [1940]
legge il giornale
Prigionieri dell'oceano [1944]
appare sul giornale come modello per una pubblicità per dimagrire
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Delito per delitto [1951]
sale sul treno con un contrabbasso
La finestra sul cortile [1954]
carica un orologio a pendolo
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Caccia al ladro [1955]
siede accanto a Cary Grant sull'autobus
Intrigo Internazionale [1959]
perde l'autobus per un soffio
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Gli uccelli [1962]
esce da un negozio di animali con 2 cagnolini
Il sipario strappato [1966]
siede con un bimbo sulle ginocchia
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Topaz [1969]
viene trasportato su una sedia a rotelle
Complotto di famiglia [1976]
è una silhouette che appare dietro la porta dell'ufficio Registrazioni nascite e decessi



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mercoledì, 13 giugno 2007
I 100 anni del Duca

Cowboy in alcuni fra i più grandi western della storia, soldato inflessibile e uomo tranquillo, John Wayne è stato e continua ad essere una delle icone americane del Novecento. Più di ogni altro fu il divo cinematografico scelto dagli Stati Uniti come proprio simbolo di forza, di coraggio, di integrità e di patriottismo. In tutta la sua vita è rimasto fedele ai comandamenti che gli aveva dato suo padre: 1] mantieni sempre la parola data; 2] un gentiluomo non insulta mai di proposito; 3] non andare in cerca di guai, ma se proprio ti ritrovi in una rissa, assicurati di uscirne vincitore. Questi dettami contraddistinsero anche la carriera dell'attore: dai primi western negli Anni Trenta, ai film bellici durante la seconda guerra mondiale, ai capolavori di John Ford come Un uomo tranquillo [1952], Sentieri selvaggi [1956] e L'uomo che uccise Liberty Valance [1962], fino all'ultimo Il pistolero di Don Siegel [1976]. Come succede a tutte le vere stelle del Cinema, John Wayne è diventato immortale, essendo "sopravvissuto" a circa 200 film. Anche il rivelare i lati più oscuri della sua immagine parve riuscire solo a renderlo più imponente, come successe con il cancro, che riuscì a domare per circa quindici anni. «Spero che tu muoia» grida furioso un cattivo in uno dei suoi tanti western. «Dovrai aspettare un bel pò» sogghigna di rimando l'attore. E proprio come il suo personaggio, John Wayne resiste nel mondo dei miti e nella fantasia del pubblico: un eroe discusso per via delle sue idee politiche reazionarie, ma certamente una presenza cinematografica fra le più straordinarie del secolo scorso.

John Wayne



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domenica, 10 giugno 2007
Vogliono uccidere Rear Window parte seconda [la minaccia continua]

Forse ricorderete la minaccia che il misterioso killer ha, qualche tempo fa, posto in essere nei miei confronti. Venendo incontro alla preoccupazione dei miei cari, ho dato disposizione ad un'investigatore privato di smascherare questo fantomatico personaggio che trama contro me, i miei amici Seaweeds e Giorgetto2rock e, non ultima, la mia compagna.

Umperio Bogarto, questo è il nome del detective a cui mi sono affidato, si è dimostrato da subito molto efficiente e recentemente è riuscito ad ottenere una prova audio-video della cospirazione in corso. Prova che io sottopongo ai miei intrepidi lettori, nella speranza che qualcuno sia così coraggioso da spezzare il muro di omertà che circonda la mariuola... eh si, perchè da queste immagini si evince inequivocabilmente che il killer non è un uomo, bensì una donna e, per la precisione, una blogger di mezz'età! Chiunque sia in grado di dare un nome a questi anonimi volti è pregato di contattarmi in privato. Naturalmente riceverà un compenso adeguato [tenendo
però presente che io sono genovese: "Eh belandi, son palanche!"]. Grazie.



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venerdì, 08 giugno 2007
Il Grande Torneo dei Film - Quarti di Finale

E' tempo di quarti di finale per il Grande Torneo dei Film. Anche nel precedente turno, così come nel primo, vi sono state diverse sorprese. In particolare l'eliminazione di Quarto Potere di Orson Welles, che, insieme a Viale del Tramonto, era deputato alla vittoria finale, mentre ora, come il capolavoro di Wilder, inopinatamente eliminato al primo turno, si trova già fuori della singolar tenzone! Anche La vita è meravigliosa di Frank Capra è stato estromesso dalla competizione, ad opera di Psycho di Alfred Hitchcock, unico regista che  resta in sella con tutti i suoi film. Lo scontro fra le due grandi commedie sentimentali Colazione da Tiffany e Io e Annie ha visto primeggiare il film di Woody Allen, mentre i Blues Brothers hanno avuto la meglio sul capolavoro con Peter Sellers, Oltre il giardino. Inoltre, alquanto stranamente, tutti i confronti sono terminati con una vittoria inequivocabile, comunque qui potete vedere il punteggio finale di ogni sfida ed il tabellone aggiornato. Anche in questa occasione si avrà a disposizione un mese per esprimere le proprie preferenze.

Questi sono i 4 scontri diretti sui quali pronunciarsi:

The Blues Brothers contro La donna che visse due volte
I soliti ignoti
contro La finestra sul cortile
Psycho
contro Io e Annie
Blade runner
contro A qualcuno piace caldo



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martedì, 05 giugno 2007
Il post(o) delle Bananae

Comitato Pro Blog di Bananae



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sabato, 02 giugno 2007
E cantava le canzoni

In lui c'è romanticismo, humour, tristezza, ironia e sarcasmo. Il grande pubblico si accorge di Rino Gaetano nel 1975 con Il cielo è sempre più blu e poi con Berta filava. Il successo arriva da lì a poco con singoli come Aida e Gianna. Quest'ultima canzone si piazza terza - dopo i Matia Bazar e Anna Oxa - al Festival di Sanremo del 1978, dove il cantante si presenta con un frac, un cappello a cilindro, il tutto smitizzato da una camicia a rigoni rossi verticali. Proprio Gianna resta per un mese, a marzo, in vetta alla classifica dei 45 giri.

Ancora nel '78 in Italia impazza la moda del reggae e lui, come segno di rifiuto delle ideologie e dei rituali politici, scrive una invettiva in musica dal titolo Nuntereggae più in cui si scaglia contro la castità, il maschio forte, le superpensioni, gli evasori legalizzati, e anche contro alcuni personaggi della vita economica, politica, sportiva, etc. Del 1981 - anno in cui gira in tourneè con Riccardo Cocciante - l'ultimo suo album E io ci sto. Muore all'età di 30 anni, la notte del 2 giugno 1981, all'alba, dopo un incidente con la sua Volvo in via Nomentana a Roma. Anche perché ben cinque ospedali ne rifiutano il ricovero. Si sarebbe dovuto sposare dopo quindici giorni.



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