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REAR WINDOW

Rear Window adora il cinema, la buona musica, l’arte in tante forme, leggere, scrivere, il web-designing, i viaggi, giocare a tennis, il nero e il grigio, la pizza, gli opposti, ricordare, avere fiducia, la sincerità, le emozioni, il senso dell’umorismo nelle persone. E' contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia!

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Una volta nella vita, solo una e per favore, vorrei essere bello da togliere il fiato. Per riposare, mica per altro. Per recuperare una minima parte delle energie che ho speso in tutta la vita per essere carino, divertente, seducente, spiritoso, simpatico, diverso, imprevedibile, adorabile, forte, coraggioso, disponibile, intelligente, complice, paterno, sensibile, consapevole, preparato, informato, comprensivo, responsabile, affidabile e politicamente corretto. Solo per 48 ore... poi torno!


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domenica, 26 agosto 2007
Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi

Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una parola vana,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
 
Il 27 agosto 1950 muore Cesare Pavese, unendosi così alla lunga lista di artisti geniali che hanno deciso di porre fino alla loro vita. Vincent van Gogh, Ernest Hemingway, Primo Levi, Francesco Borromini, Emilio Salgari, Vladimir Maiakovski, solo per citarne alcuni. La stretta relazione fra tra creatività e follia costituisce un enigma che affascina da sempre. La prima formulazione che si conosce di questo quesito risale ad una nota inserita nel canone aristotelico, «Perché tutti gli uomini eccezionali, nell’attività filosofica e politica, artistica e letteraria, hanno un temperamento melanconico, alcuni a tal punto da essere perfino affetti dagli stati patologici che ne derivano?».

L'uomo è sempre stato inserito in un complesso sistema di relazioni sociali, in cui ognuno trova una sua precisa collocazione. Ma questa condizione "obbligata" porta inevitabilmente all’uniformità. Da ciò deriva negli adulti una perdita di originalità, di fantasia, di capacità di creare, tutte facoltà che invece il bambino possiede, perché il suo pensiero è indipendente, non soggetto a influenze e pressioni esterne. L'artista in questo senso presenta le stesse caratteristiche del bambino. Non si ferma all'apparenza del mondo, non ha vincoli sociali da rispettare e si ribella. Sono proprio l’originalità, la creatività, l’eccentricità rispetto alla tradizione che caratterizzano le personalità geniali. Personalità che sembrano associarsi ad un più alto rischio di sofferenza psichica, perchè in grado di entrare in contatto, pur nella sofferenza, con aspetti intimi che altrimenti resterebbero ignoti, come sono in effetti sconosciuti alla maggior parte delle persone ritenute "sane". Una sofferenza che, talvolta, può arrivare all’evoluzione più drammatica: la morte per suicidio.

Campo di Grano



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lunedì, 20 agosto 2007
Minimalismi ed equilibrismi

Di ritorno da un'altra estate. Eccomi in Provenza usare le baguette come un fucile ed in Val d'Aosta camminare fino a non sentirmi più i piedi. Sono le due immagini simbolo di quest'estate. Apparentemente slegate, sono in realtà in stretta attinenza l'una all'altra. Spesso infatti per poter camminare, ossia per "andare avanti", occorre sparare ed eliminare qualcosa o qualcuno. Il cammino passa attraverso un non facile processo di sintesi e di raffinazione che riguarda sia aspetti intimi, che delle cose e delle persone che ci circondano. I "rami secchi" appesantiscono. L'eccesso è ciò che non siamo e non vogliamo, ciò che non è affine alla nostra natura. Confonde, distrae, toglie energia, impedisce il libero e naturale scorrere delle emozioni. Ecco allora come una maggiore consapevolezza di sè e degli altri conduca ad una ricerca di semplicità che è armonia.
 
di ritorno da un'altra estate

Di ritorno da un'altra estate. Sono tante le estati che mi ricordo, oramai. Una volta erano più lunghe. O forse si era solo più bravi a fermare il tempo o, perlomeno, a farlo trascorrere più lentamente. Piccoli grandi equilibrismi che quando si diventa adulti non si è più in grado di replicare. I bambini sono da sempre buffi funamboli. Forse anche in questo consiste la cosiddetta perdita dell'innocenza: nel non ritenere più che si possa modellare il tempo. Se si si ha la mente sgombra, abilità ed un pò di fortuna non ci si fa plasmare da lui, ma questo è il massimo che si possa raggiungere. Il tempo vola e noi no... strano sarebbe il contrario perchè, come dice Bergonzoni, il cielo si riempirebbe di uomini con l'orologio fermo.
 
Di ritorno da un'altra estate che non sarebbe stata tale senza Simona.



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