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REAR WINDOW

Rear Window adora il cinema, la buona musica, l’arte in tante forme, leggere, scrivere, il web-designing, i viaggi, giocare a tennis, il nero e il grigio, la pizza, gli opposti, ricordare, avere fiducia, la sincerità, le emozioni, il senso dell’umorismo nelle persone. E' contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia!

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Una volta nella vita, solo una e per favore, vorrei essere bello da togliere il fiato. Per riposare, mica per altro. Per recuperare una minima parte delle energie che ho speso in tutta la vita per essere carino, divertente, seducente, spiritoso, simpatico, diverso, imprevedibile, adorabile, forte, coraggioso, disponibile, intelligente, complice, paterno, sensibile, consapevole, preparato, informato, comprensivo, responsabile, affidabile e politicamente corretto. Solo per 48 ore... poi torno!


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giovedì, 29 novembre 2007
Non sono mai stato un intellettuale, ma ho quest'aspetto

Sesso, famiglia e religione, ma anche psicanalisi. Pessimismo cosmico, paura della morte e ipocondria. Letteratura, filosofia, il cinema europeo e New York City. Il prossimo primo dicembre, Woody Allen, uno dei più geniali autori cinematografici di sempre, compie 72 anni! Dice di odiare i suoi compleanni e che il suo sogno sarebbe di poterli passare a dormire, ma io gli auguri glieli faccio comunque, che non si sa mai!


Il dittatore dello stato libero di Bananas
Avevo un buon rapporto con i miei genitori, direi. Di rado mi picchiavano. Anzi, se non mi ricordo male mi picchiarono, in effetti, un'unica volta, durante l'infanzia. Cominciarono a darmele di santa ragione il 23 Dicembre del 1942 e smisero nel '44, a primavera inoltrata.
Crimini e misfatti
E' molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello. Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola.
Zelig
Sto seguendo un caso interessante. Ho in analisi due coppie di gemelli siamesi che soffrono di sdoppiamento della personalità. Sto per essere pagato da otto persone in una volta sola.
Amore e guerra
Sonja: Oh no, Boris, no! Ti prego! Il sesso senza amore è una vacua esperienza.
Boris: D'accordo ma nella sfera delle esperienze vacue, è una delle migliori!
Il dormiglione
Luna: Vuoi esibirti in un atto sessuale con me?
Miles: Esibirmi? Mi sa che non sono all'altezza di una vera e propria esibizione. Possiamo però fare una prova in costume, se ti va.
Harry a pezzi
Doris: Tu non hai valori. Tutta la tua vita è nichilismo, cinismo, sarcasmo e orgasmo.
Harry: Beh... in Francia con uno slogan così vincerei le elezioni.
Provaci ancora, Sam
Il timore della separazione. E' un interessante fenomeno psicologico. Una volta, da sposato, dovetti partire per Washington. E benché fossi io che partivo, mi sentii male. Invece, quando tornai diede di stomaco mia moglie.
Anything Else
Ti masturbi? Io lo preferisco a fare sesso. Ieri sera mi sono messo su una cosetta a tre: io, Marilyn Monroe e Sophia Loren. Credo, tra l'altro, che fosse la prima volta che le due grandi attrici apparissero insieme.
Io e Annie
La sapete quella di quelle due vecchie signore in villeggiatura, sui monti Catskills, e una dice: "Mamma, come si mangia male in questo posto!" "Oh, sì, il vitto è uno schifo dice l'altra", dice l'altra, "e oltretutto ti danno porzioni così piccole!" Beh, questo è essenzialmente quel ch'io provo nei riguardi della vita: piena di solitudine e squallore, di guai, di dolori, di infelicità e oltretutto dura troppo poco.
Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul sesso, ma non avete mai osato chiedere
E' sporco il sesso? Solo se fatto bene.
Broadway Danny Rose
Grazie a Dio, sono ateo!
Crimini e misfatti
Mio padre ha preso da sua zia Mary. Rifiutava la Bibbia perché diceva che il personaggio principale non era assolutamente credibile.
Scoop
Ero di fede ebraica. Ma poi mi sono convertito al narcisismo.
Mariti e mogli
La vita non imita l'arte, imita la cattiva televisione
Manhattan
Mary: Non venirmi a psicanalizzare, adesso. Pago un medico per questo.
Ike: Ma va'! Lo chiami medico, quel tipo là? Cioè, non ti viene qualche sospetto, quando il tuo analista ti chiama alle tre di notte e si mette a singhiozzare al telefono?
Mary: D'accordo, non è molto ortodosso. Ma è un dottore altamente qualificato.
Ike: Bel lavoro che ha fatto, con te. Il tuo amor proprio si trova, adesso, un gradino sotto quello di Kafka.



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domenica, 25 novembre 2007
La mia città

Ieri mattina, profittando di una breve tregua che la pioggia ha concesso, ho deciso di fare due passi sul "mio" lungomare. Il mare in questa stagione ha il sapore delle cose che appartengono al passato, di quelle che come si facevano una volta, non si fanno più. Ma, allo stesso tempo, presenta la medesima forza e la medesima vitalità di chi, col presente, deve fare i conti tutti il giorni e sa che deve lottare con le ore e con i minuti, col prossimo ed anche con se stesso. La sua tenacia nell'aggredire la spiaggia rimanda a quella di chi si sveglia ogni mattino per tenere testa alla vita. Il mare ieri era cattivo ed indomito. Bello da guardare. Poter spaziare con lo sguardo fino all'orizzonte senza che niente si frapponga, consegnando ai tuoi pensieri lo spazio necessario perchè si sciolgano quieti, confusi nella prospettiva più ampia possibile, è un dono del quale non potrò mai smettere di esser grato. Anche questo è Genova. La mia città è come una di quelle ragazze dalla bellezza non appariscente che a mano a mano che frequenti, ti avvicini e conosci, si svela in tutto il suo incanto. L'armonia nascosta di chi conquista giorno dopo giorno la sua personale strada fra ciò che è bello e ciò che è brutto, fra salite impegnative e discese vorticose. In equilibrio sul litorale, ad imparare l'amore fra la concretezza della terra e l'istintività delle onde. La mia città è come la mia ragazza.



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venerdì, 23 novembre 2007
Intelligente senza pensare

Anche quest'anno Lucca ospita il DigitalPhotoFest, festival internazionale di fotografia digitale, giunto alla sua terza edizione.  Il Festival si svolgerà dal 24 novembre al 16 dicembre e per visitare tutti gli eventi bisognerà girare buona parte della città. Impresa non certo difficile, dato che la cittadina toscana è molto piccola e si attraversa facilmente con una piacevole passeggiata.
 

L'ospite d'onore di questa edizione sarà il fotografo americano Elliott Erwitt. Ottanta anni l'anno prossimo, Erwitt è una delle icone indiscusse della fotografia mondiale. A Lucca presenterà "Fotografie", una mostra che raccoglie le sue foto più incisive, selezionate fra quelle più celebri, ma anche fra le inedite o le poco conosciute. Molti suoi scatti sono delicati e divertenti [la serie inimitabile dei cani, ad esempio, che si diverte a far sobbalzare al suono di una trombetta o magari abbaiando lui per primo, oppure la serie dei campi di nudisti], altri invece rivelano una grande finezza intellettuale, una sensibilità da maestro  e una capacità di cogliere il momento giusto, lo scatto significativo. Ogni sua foto parla con semplicità delle emozioni che danno un valore aggiunto alla nostra quotidianità e, come ha spiegato lo scrittore Wilfrid Sheed, «l'essenza stessa dell'arte di Elliott è essere tenero senza piangere, comico senza ridere, intelligente senza pensare».
 

Erwitt parla poco. E soprattutto non ama commentare le sue fotografie. Ad un giornalista che gli ha chiesto di raccontare qualche aneddoto sulla famosa foto di gruppo che ritrae Marilyn Monroe, Clark Gable, John Huston, Montgomery Clift sul set de Gli spostati, ha risposto: «Li ho messi lì, tutti insieme e li ho fotografati...». Punto.
 
Nelle sue foto c'è una profonda leggerezza. Riesce ad essere così anche nella vita?
«Non lo so. Non posso dirlo io. Solo gli altri lo sanno, quelli che mi conoscono bene. Comunque, penso che sia meglio ridere che piangere».  
Che cos'è l'umorismo?
«L'umorismo non può essere definito. Infatti se spieghi una barzelletta non esiste più. Gli inglesi dicono che l'umorismo è come una rana: se la tagli a pezzi è morta».
Il suo è sottile, profondo. Del tipo, la vita è tragica, allora tanto meglio poterne ridere.
«Più o meno».



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lunedì, 19 novembre 2007
Una Voce

La sua era una voce che suggeriva tutte le imperfezioni dell'uomo, utilizzata non tanto per cantare "bene", quanto piuttosto per essere se stesso, un unico, inconfondibile essere umano che trasformava in arte la propria particolarità: il non essere uguale a nessun altro. Quel timbro così distante dai canoni dell'epoca, quell'apparente raucedine, quel tono sofferto e irregolare, scandivano le canzoni con assoluta, commovente umanità e le facevano somigliare alla naturalezza del parlato, al modo comune e asimmetrico delle conversazioni di tutti i giorni. Sembrava un modo semplicissimo, ma non lo era affatto, era anzi praticamente inimitabile e dimostrava una  consapevolezza straordinaria delle proprie qualità. Un sussurro roco, una parola spezzata, una frase sbilenca, tutto poteva andare bene e significava una rivoluzionaria libertà espressiva, che finì ben presto col far scuola presso le generazioni successive di interpreti e cantautori. Ogni singola canzone poteva e doveva essere soprattutto un'idea, ognuna diversa dall'altra, come un piccolo affresco compiuto.

Lucio
 
Può accadere ora che questa voce canti un brano che non hai mai ascoltato prima. Un'inedito registrato 35 anni fa. E allora ti trovi sopraffatto da un'emozione improvvisa, a giostrare con un nodo in gola fra memorie e suggestioni, per poi fermarti meravigliato e grato ad "ascoltare un sottile dispiacere".
 
 Lucio Battisti > Perchè dovrei



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venerdì, 16 novembre 2007
Danni Collaterali

Saluta dunque la bruma
che chiude la notte
nel suo paralume altero,
e col silenzio verrà
la bufera senza posa
assieme al vuoto che esiste
davanti alla tua finestra.
[Eugenio Montale]
 

Ecco lo sapevo! Dopo tanto scrivere il vostro blogger di fiducia non ci sta a capì più niente. C'è chi si crede Napoleone, chi è convinto di essere la reincarnazione di Fernandel, chi il figlio illeggittimo di Emilio Fede. Io, all'ombra dei 200 post, sono ormai persuaso di essere una finestra. Il collegio di psicanalisti che ha recentemente studiato il mio caso, li ha definiti danni collaterali. Si son fatti pagare fior di euri e mi hanno intimato di chiudere il Blog, pena la mia già alquanto precaria sanità mentale. Una persona equilibrata qualsiasi, che so, Seaweeds o Giorgetto... emh, no scusate... ho sbagliato esempi... dicevo: una qualsivoglia persona dotata di buon senso avrebbe capitolato; e dopo aver ringraziato e salutato i suoi fidi lettori, non si sarebbe più fatto vedere, nè tantomeno leggere. Ma Rear Window no!!! Egli non solo non cede a questa bieca imposizione, ma niente popò di meno rilancia! Vuol infatti sapere che genere di finestra è. Così, se nei vostri commenti mi darete il link o mi mostrerete il maggior numero di finestre possibili, raffigurate da quadri, fotografie, disegni, fumetti o quant'altro, io sceglierò quella che mi piacerà di più essere. Ho anche pensato a dei premi per le più belle finestre proposte:
 

Al primo premio andrà una copia autografata del mio famoso best seller "Rear Window: quando il blog diventa disturbo psicotico". Al secondo una copia dello stesso libro più una cena con Cappuccino Kid. Al terzo: libro, cena con Cappuccino Kid e una serata di babysitteraggio dai nipotini di Fiordicactus!!! Dal quarto classificato in poi, tutto questo più un santino con l'effige di Suor Tuile.



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martedì, 13 novembre 2007
Uno specchio sulle città

Piacevolmente colpito dal modo in cui la mia Genova viene raffigurata nel nuovo film di Soldini, di cui parlo qui, ho deciso di raccogliere alcune altre pellicole in cui le città non si limitano a fare da sfondo alla storia, ma la attraversano da protagoniste. Il Cinema è sicuramente uno straordinario testimone di quella trasformazione che ha portato le città del primo Novecento a diventare le febbrili e rabbiose realtà odierne. Ha visto crescere i grattacieli ed i ghetti, ha visto i ricchi diventare sempre più ricchi ed i poveri impoverirsi sempre più. E' lo specchio realistico delle città del ventesimo secolo e degli uomini che in esse vivono. Il cinema, più delle altre arti, è il documento storico del nostro tempo.

Le città, qui rappresentate in dodici film più o meno importanti [il cui titolo potete divertirvi ad indovinare], portano con sè la loro storia e, mostrandola, possono testimoniare, aprire gli occhi, alimentare la fantasia, proprio come il Cinema fa ormai da tanto tempo.



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sabato, 10 novembre 2007
Gli Anni Ottanta: The Smiths

Gli Smiths sono stati uno dei gruppi più influenti degli anni Ottanta. Uno zibaldone pop alla Beatles con liriche di taglio politico sociale di derivazione Clash/Sex Pistols. Portavoce dei malinconici occhialuti, Morrissey, cantante ed autore dei testi della band, riesce a cavare dalla sua posizione di narciso depresso uno slancio che gli consente di imporsi presto all'attenzione del pubblico come cronista appassionato e sottile poeta della desolazione urbana. Insieme al grande intuito musicale di Johnny Marr confeziona nel 1984 "The Smiths", l'album d'esordio. Il disco scala subito le classifiche e prepara il terreno al successivo "Meat is Murder". Ma è nel 1986 con "The Queen is dead" che gli Smiths raggiungono la piena maturità. E' un lavoro raffinato, con testi introspettivi ma anche irriverenti, e musiche in bilico tra il pop più orecchiabile e la sperimentazione di scuola new wave. Gli Smiths sono ormai il riferimento per una nuova generazione di ragazzi, che ne segue look, stile e ideologia.  Gli episodi migliori dell'album sono quelli in cui ritornelli intriganti si innestano su partiture solo in apparenza semplici, come nella bizzarra "Bigmouth strikes again", nella ballata classicheggiante di "The boy with the thorn in his side", o nell'orchestrale "There is a light that never goes out". Il sarcasmo di Morrissey travolge "intoccabili" istituzioni inglesi, dalla famiglia reale di "The Queen is dead" alla Curia di "Vicar in a tutu".

A chi li accusa di fare musica per una generazione di adolescenti depressi e in crisi d'astinenza, Morrissey replica così:
«Può darsi, ma queste persone sono importanti. I loro desideri sono importanti, tutti i nostri desideri contano. Altrimenti per chi dovremmo cantare? Per la Thatcher?». Mentre i veri nemici degli Smiths, per il loro leader, sono «i fanatici della musica dance, dei suoni privi di umanità, quelli che hanno perso la fede e non credono in niente». Un odio contro le discoteche che Morrissey sublima in un brano al fiele come "Panic" ["Brucia la discoteca. Impicca i benedetti dj, perché la musica che mettono sempre non ha niente da dire sulla mia vita"]. 
Oltre a "Panic", nel 1986 escono anche altri due singoli: la ritmata "Ask" ["La timidezza è carina, ma ti impedisce di fare le cose che più ti piacciono. Così, se c'è qualcosa che vuoi provare, chiedi, non dirò no, come potrei? Perchè se non è l'amore che ci tiene insieme, allora sarà la bomba"] e la insolitamente dura "Shoplifters Of The World", che fanno da preludio all'uscita del loro ultimo album, "Strangeways Here We Come" del 1987. E' un disco che ripropone Morrissey e soci al massimo delle loro potenzialità. Ci sono le melodie contagiose di "I started something I couldn't finish""Sheila Take A Bow", la ballata funerea e cadenzata di "Girlfriend In A Coma", ma soprattutto "Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me", un valzer spettrale e struggente il cui testo si rivela uno dei più toccanti dell'intera produzione di Morrissey.



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giovedì, 08 novembre 2007
Di motori, omologazioni ed orticarie

Non ho mai amato i motori. Ogni qualvolta devo recarmi dal meccanico sono in difficoltà. Inizio a farfugliare cose del tipo: «Sa quel minaccioso ordigno? Non funziona più!!! Ha presente, si? Quello che sta dietro lo spinterocoso... come si chiama, mi aiuti!!!». Anni fa ho rotto il raddrizzatore. Per un sacco di tempo ho temuto che mi venisse la scoliosi. Per me tutto ciò che sta sotto il cofano è altrettanto misterioso che un romanzo di Agatha Christie, con l'unica differenza che nel primo caso l'assassino sono sempre io, perchè mi dimentico puntualmente di rispettare il programma di manutenzione previsto per il veicolo. Ho sempre scelto le mie auto in base ad un fattore estetico. Mi piacciono le automobili che sembrano uscite da un albo di Paperino: buffe, piccole e rotonde. Preferisco sentirmi l'eroe di un fumetto, invece che un pilota di Formula Uno. La fantasia è l'unico motore che conosco in grado di farmi arrivare allegramente ovunque, senza neppure farmi pagare al casello... altro che telepass!
 
Credo di essere stato il primo a Genova ad aver comperato una KA. Per settimane, quando andavo in giro, le persone mi chiedevano come mi ci trovavo. Tutti guardavano con curiosità una vettura che, a quel tempo, rompeva con qualsiasi altra cosa si fosse vista prima. Da 4 anni esatti ho una MICRA di quel color bluettoviolaceo, sapete... che un'auto così non può certo essere grigina. Chi sceglie la forma deve sapere andare sino in fondo. Coerente con la sua scelta senza ripensamenti, che la sostanza da sola è sconsolatamente piatta e noiosa. Meglio la stravaganza piuttosto che la normalità, perlomeno è  più creativa. Mi chiedo, ad esempio, cosa spinga il 75% delle persone ad acquistare un auto grigia. Perchè confondersi con gli altri? L'omologazione mi fa venire l'orticaria, però di una forma strana... una che c'è l'ho solo io, grazie a Dio!



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domenica, 04 novembre 2007
Di cinema, alberi e poesia

«Io, in questi anni, ho fatto tutto come un poeta, anche il cinema. Il cinema è intimamente poetico perchè ha il carattere del sogno. Un albero, un volto umano, un paesaggio riprodotti sono poetici. La fisicità è poetica in sè, perchè è un'apparizione piena di mistero. L'albero riprodotto diventa il segno di un sistema linguistico, e chi parla attraverso un albero se non Dio o la realtà stessa? Perciò il cinema è sostanzialmente poetico».

Pier Paolo Pasolini [5 marzo 1922 - 2 novembre 1975]

Alberi



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giovedì, 01 novembre 2007
Il Grande Torneo degli Attori - I sedicesimi di finale

Finalmente si parte con il Grande Torneo degli Attori! Ho raccolto i 32 attori che hanno ricevuto un maggior numero di segnalazioni da parte vostra. Sulla base di questo criterio ho identificato anche le 16 "teste di serie" (nelle sfide elencate sotto, sono gli attori a sinistra, ossia Pacino, Grant, A. Hepburn, ecc.) e quindi ricavato 16 confronti ad eliminazione diretta, in un tabellone qui delineato. L'attore che riceverà più voti rispetto al proprio avversario, passerà il turno. Nel caso in cui un confronto dovesse terminare alla pari sarà la testa di serie ad approdare al turno successivo. Per ogni turno si avrà a disposizione un mese per esprimere la propria preferenza, dopodichè si passerà alla manche seguente. Si inizia oggi con i "sedicesimi di finale". I primi di dicembre sarà la volta degli "ottavi" e così via fino alla finalissima. Che vinca il migliore, ma anche no!!! :-)

Al Pacino VS Sean Connery
Cary Grant
VS Ugo Tognazzi
Audrey Hepburn
VS Alberto Sordi
Anna Magnani
VS Spencer Tracy
Vittorio Gassman
VS John Malkovich
James Stewart
VS Tom Hanks
Marcello Mastroianni
VS Humphrey Bogart
Jack Nicholson
VS Peter Sellers

Marlon Brando
VS Bette Davis
Johnny Depp
VS Charlie Chaplin
Meryl Streep
VS Totò
Katherine Hepburn
VS Walter Matthau
Dustin Hoffman
VS Ingrid Bergman
Paul Newman
VS Woody Allen
Marilyn Monroe
VS Gerard Depardieu
Robert De Niro
VS Nicole Kidman



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