REAR WINDOW

Rear Window adora il cinema, la buona musica, l’arte in tante forme, leggere, scrivere, il web-designing, i viaggi, giocare a tennis, il nero e il grigio, la pizza, gli opposti, ricordare, avere fiducia, la sincerità, le emozioni, il senso dell’umorismo nelle persone. E' contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia!

Il mio profilo

dossier criminali





22 PICCOLI INDIANI

IL MOVENTE

Una volta nella vita, solo una e per favore, vorrei essere bello da togliere il fiato. Per riposare, mica per altro. Per recuperare una minima parte delle energie che ho speso in tutta la vita per essere carino, divertente, seducente, spiritoso, simpatico, diverso, imprevedibile, adorabile, forte, coraggioso, disponibile, intelligente, complice, paterno, sensibile, consapevole, preparato, informato, comprensivo, responsabile, affidabile e politicamente corretto. Solo per 48 ore... poi torno!


LA VERTIGINE DEL TEMPO

I TESTIMONI OCULARI

Sono incappati in Rear Window
*loading* viandanti del web

L'IDENTIKIT

www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from finestra sul cortile. Make your own badge here.

LE INDAGINI

IL MANDANTE



I COMPAGNI DI CELLA

DAI BLOG CHE LEGGO

LE AGGRAVANTI


posta elettronica
feed
notorious_2002@msn.com


LE LEGGI INFRANTE

Quando si commenta su un blog, si sia pertinenti al post che si sta commentando. Per salutare l'autore o per discorsi non inerenti, lo si contatti via messaggio privato o email

Se si vuol linkare un blog, non pretendere lo scambio link: non è una cosa dovuta e sarebbe opportuno linkare solo blog che si leggono e si apprezzano

Non inviare commenti o messaggi privati solo per far conoscere il proprio blog Non essere offensivi nei commenti e si sia molto rispettosi, sopratutto in caso di un blog personale

Non citare o copiare i post di altri blog senza aver prima richiesto il consenso all'autore

Altri indizi

I MIEI TEMPLATE

mercoledì, 30 luglio 2008
Pietà

Le ultime ore di luglio e l'ultimo post prima della pausa estiva. Come l'anno scorso, cercherò di rinfrancarmi e trovare un pò di conforto dentro la forma delle nuvole. Per il prossimo mese prego, per pietà, di non dovere continuare a leggere il giornale e vergognarmi di essere italiano. Per pietà, si faccia in modo che questo Paese si apra a chi è diverso, e che le persone non debbano più morire solo perchè stanno facendo il proprio lavoro. Qualcuno si adoperi  affinchè gli anziani ed i malati possano realmente contare sulle nostre strutture ospedaliere e perchè chi soffre non sia soltanto un numero su una cartella clinica. Per pietà, si aiutino i disoccupati ed i precari a non sentirsi più umiliati, sfruttati e traditi nei loro sogni.

Tutto ciò che abbiamo sono queste nostre fragili vite, giorni che si ripetono, orizzonti interminati dentro al cuore e un dolore che ci inganna da placare.

A chi passerà da qui una anima nuova e un lieto fine.
 



Fotografato da
Rear Window e quindi catalogato in:
filosofie e cazzeggi
Link permanente a questo post permalink | Commenti popup commenti (42)


mercoledì, 23 luglio 2008
Il lato oscuro dei blogger

Il lato oscuro dei blogger

Strano mondo quello dei blogger. Un mondo in cui chi ha più sèguito non è il più bravo, ma semplicemente chi ha molto tempo a disposizione per spargere il proprio seme [in forma di commento] nel maggior numero possibile di blog, in una logica per la quale più si ingravida e più si viene ingravidati. E' un mondo orgiastico che si autocompiace e che, grazie ad una vicendevole eccitazione, riproduce se stesso all'infinito. Un'associazione di carattere massonico che si basa su una rete di interessi e benefici comuni, contraddistinta da pratiche diffuse come il mutuo scambio di favori. "Bravo... bel blog! Passa da me" è la parola d'ordine con cui ci si palesa agli altri affiliati.



Fotografato da
Rear Window e quindi catalogato in:
filosofie e cazzeggi, piu commentati, miei preferiti
Link permanente a questo post permalink | Commenti popup commenti (97)


sabato, 19 luglio 2008
Tempo di Olimpiadi

Tommie Smith, tra i più forti di sempre sui 200 metri, trionfò alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, con il tempo record di 19.83 secondi. La sua premiazione, insieme a quella dell'amico  John Carlos, medaglia di bronzo nella stessa gara, divenne uno dei momenti più simbolici dello scorso secolo. Con i loro pugni alzati, lì su quel podio olimpico, Smith e Carlos comunicarono al mondo intero la loro protesta contro la discriminazione razziale, e la solidarietà con il movimento del Black Power, che in quegli anni lottava aspramente per i diritti dei neri negli Stati Uniti. I loro occhi rivolti verso il basso [e non verso la bandiera americana], insieme ai loro pugni guantati di nero, suscitarono enorme scalpore e feroci polemiche. Il CIO, Comitato Olimpico Internazionale, insistette per l’espulsione di entrambi dalle future competizioni. L’America bianca nella quale fecero ritorno si dimostrò ostile nei loro confronti, ostacolandoli in ogni modo quando si misero in cerca di un lavoro, con la conseguenza che anche le loro famiglie si trovarono in condizioni difficilissime.



Oggi, a 40 anni esatti di distanza, pare che le cose non siano poi molto cambiate. «Assegnando a Pechino i Giochi, aiuterete lo sviluppo dei diritti umani». Con queste parole, nell’aprile 2001, il vice presidente del Comitato Olimpico di Pechino riuscì a convincere il CIO ad assegnare alla Cina le Olimpiadi del 2008. A rendere noto, ove fosse ancora necessario, il divario tra il solenne impegno di 7 anni fa e la realtà attuale dei diritti umani in Cina, è un nuovo rapporto di Amnesty International, che prende in esame quattro violazioni dei diritti umani. In particolare: le continue violenze e vessazioni nei confronti dei difensori dei diritti umani, la sempre massiccia applicazione della pena di morte, l’ampio uso della detenzione senza processo e le limitazioni alla libertà di stampa, anche su Internet. Jacques Rogge, presidente del CIO, ha, con enorme ipocrisia, recentemente ammesso che la Cina "non brilla" nel rispetto dei diritti umani, ma che le Olimpiadi sono un mezzo per migliorare la situazione. Naturalmente nessuna parola sul fatto che per costruire gli impianti delle Olimpiadi milioni di persone sono state letteralmente deportate, nè tantomeno sulle incredibili violenze del Governo Cinese in Tibet, Birmania e Darfur.



Fotografato da
Rear Window e quindi catalogato in:
la cosa pubblica
Link permanente a questo post permalink | Commenti popup commenti (19)


martedì, 15 luglio 2008
Il Sessantotto al cinema

"2001 Odissea nello Spazio"
Il capolavoro di Stanley Kubrick ebbe un seguito straordinario, anche se in pochi lo capirono davvero. Tutti comunque restarono affascinati dall’astronave che ruotava sulle note di Strauss.
"La notte dei morti viventi"
Quaranta anni fa gli zombi si impossessarono delle sale cinematografiche grazie a questo film di George Romero. Chi erano? I borghesi che volevano distruggere la creatività? O proprio i contestatori, feroci oppositori dell’ordine esistente?
"Rosemary's Baby"
L’inquietudine si fece davvero sentire in quell’anno importantissimo. Infatti, oltre agli zombi, persino Satana diventò protagonista di una storia indimenticabile. Impegnato ad impalmare l’innocente e fragilissima Mia Farrow, nel capolavoro di Roman Polanski.
"Hollywood Party"
Il 68 era frequentato anche da personaggi meno inquietanti, eppure altrettanto eversivi, come lo straordinario Peter Sellers, qui nella parte di un attore indiano che stravolge un noioso party hollywoodiano.
"La strana coppia"
La più celebre commedia di Neil Simon contribuì a rinnovare la gloriosa commedia americana e consacrò Jack Lemmon e Walter Matthau come coppia comica di indiscusso successo.
"Barbarella"
Jane Fonda sarebbe diventata presto una delle icone della contestazione. Ma qui fece sognare tutti: destra e sinistra, giovani e vecchi. Perfetta e conturbante: unico e rimarchevole pregio di un film bruttino.
"C'era una volta il West"
Sergio Leone rivoluzionò la mitologia del western con un capolavoro  epico e malinconico che raccontava della fine di un'epoca e dell'arrivo di una nuova era. A 63 anni Henry Fonda interpretò per la prima volta il ruolo del cattivo.
"Berretti verdi"
ll film che ogni buon sessantottino cercò di non far vedere a nessuno, bloccando i cinema che lo proiettavano. John Wayne realizzò l'unico film sul Vietnam in cui si parla eroicamente della guerra.



Fotografato da
Rear Window e quindi catalogato in:
cinema e sogni
Link permanente a questo post permalink | Commenti popup commenti (37)


lunedì, 07 luglio 2008
Cominciamo a dire NO

«È necessario aprire subito una larga battaglia di opinione in tutta la società. Berlusconi ha più volte lasciato capire che considera naturale coronamento del suo quinquennio di governo l'ascesa alla presidenza della Repubblica. Tutti coloro che ritengono inaccettabile questa prospettiva hanno il dovere di dirlo e spiegarne le ragioni. Il compito si misura con una difficoltà: molti nel Partito Democratico hanno manifestato a lungo indifferenza e addirittura compiacenza. La vittoria elettorale ha poi spinto qualcuno a considerare l'ascesa di Berlusconi al Quirinale come evento inevitabile [...]. Ecco le ragioni per cui ci si dovrà opporre con la massima convinzione.


La prima riguarda l'anomalia istituzionale. Berlusconi non era eleggibile e lo è diventato solo perché è stato eletto; non era compatibile con l'esercizio del potere politico e lo è diventato solo perché l'ha esercitato. La potenza del fatto compiuto ha negato la forza del diritto. I suoi apologeti dicono: ma è stato votato dal popolo. Si deve ribattere: a causa della sua condizione originaria di possessore di mezzi di comunicazione non aveva alcun diritto a essere eletto. Un monopolista televisivo al vertice del potere politico è un'eventualità impossibile in qualsiasi altra democrazia. [...] E si trascurano qui di proposito gli aspetti degenerativi come la capillare penetrazione dei dirigenti Mediaset dentro la Rai, mentre non è dato alcun caso opposto. [...]

Berlusconi è stato più volte ed è ancora imputato per vari reati. Ma, dicono ancora i suoi sostenitori, non è mai stato condannato. Non è vero, perché fu condannato all'inizio per falsa testimonianza ma la condanna fu subito cancellata da una provvidenziale amnistia. Amnistia a parte, quel reato non è precisamente un titolo di merito per un aspirante statista. Ma c'è molto di più. Berlusconi è uscito indenne da numerosi processi perché, tramite i suoi avvocati-deputati, li ha più volte pilotati fino alla prescrizione, e perché in altri casi ha imposto alla sua maggioranza mutamenti appropriati nelle leggi che li disciplinavano. In un caso grottesco ha ottenuto le attenuanti generiche proprio in virtù del suo ruolo di capo del governo!

La terza ragione collegata alla precedente è che Berlusconi non ha mai avuto alcun rispetto per l'autonomia della magistratura. Clinton, accusato di non aver detto la verità su una vicenda tutta privata e tenuto per questo anni sulla graticola, non si è mai neanche sognato di accusare l'autorità che lo inquisiva. Al contrario Berlusconi ha trasformato ogni sua vicenda giudiziaria in uno scontro di natura istituzionale capace di scuotere alle fondamenta l'edificio repubblicano.

La quarta ragione è che, dopo una breve parentesi di apparente moderazione, ha ricominciato l'offensiva: il mafioso Mangano è un eroe mentre i magistrati che lo inquisiscono sono la metastasi della democrazia. Con quella bocca può dire quel che vuole e le grandi firme della finta equidistanza non battono ciglio.

La quinta ragione è che pretende di essere sciolto dal vincolo delle leggi: sono stato scelto da popolo quindi faccio quel che mi pare. Qui si annida un virus più pericoloso del conflitto d'interessi. La democrazia ridotta alla scelta del leader: il popolo consegna la sua sovranità al capo, si identifica con lui. Il capo è sintesi della volontà popolare e ogni offesa a lui è offesa alla volontà popolare. Rapporto diretto, ma a senso unico, tra capo e popolo: preso sul serio riduce le assemblee elettive a parvenza insignificante. E difatti alla sua volontà si uniforma prona la sua maggioranza. Diventa decisivo che l'opposizione si opponga a quella volontà. [...]
Si può dunque solo immaginare che un soggetto simile possa pensare di occupare il Quirinale per sette anni? [...] Accettarlo sarebbe una vergogna nazionale incancellabile.»
 
[Francesco Pardi - L'Unità]



Fotografato da
Rear Window e quindi catalogato in:
la cosa pubblica
Link permanente a questo post permalink | Commenti popup commenti (37)


mercoledì, 02 luglio 2008
Verso la dittatura

«Ci sono momenti nella vita delle nazioni in cui i cittadini devono fare delle scelte. Momenti in cui non si può più fare finta di niente e continuare a credere che, in fondo, nulla veramente cambierà. Le leggi che continuamente vengono proposte dal nuovo Governo sono un attentato alla democrazia. Se passano, vincerà il regime e perderà, per un tempo indefinito, la democrazia. Non c’è bisogno dell’esercito per togliere la libertà ai cittadini. E’ sufficiente manipolare l’informazione e, grazie a questa, farsi eleggere in Parlamento. Quindi legiferare contro la Costituzione, contro l’indipendenza della magistratura, contro la sicurezza dei cittadini, contro la libera informazione. Una legge dopo l’altra.

Cosa distingue un primo ministro di una democrazia da un dittatore? Il vero tratto distintivo è l’impunità assoluta del dittatore. Quando Silvio Berlusconi l’avrà ottenuta l’Italia sarà, a tutti gli effetti, una dittatura. [...] La storia di Berlusconi parla per lui. I suoi innumerevoli processi, la condanna per corruzione giudiziaria del suo avvocato Cesare Previti per la Mondadori, la sua appartenenza alla P2, l’occupazione abusiva delle frequenze di Rete4. L’elenco è interminabile come i danni subiti a causa sua dal nostro Paese. Mi riferisco soprattutto allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica. All’esempio devastante che Berlusconi ha offerto alla nazione e alle giovani generazioni in quasi venti anni, un esempio aggravato dalla sua impunità. Una situazione simile a quella dei ragazzi nei paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale. [...]


La sospensione dei processi per un anno serve a evitare la possibile condanna di Berlusconi al processo Mills di Milano. Altri centomila processi saranno bloccati per reati che vanno dallo stupro, alla truffa, al rapimento di minore. La sicurezza dei cittadini, tanto sbandierata in campagna elettorale da Berlusconi e dalla Lega, è sacrificata all’interesse del presidente del Consiglio. Il divieto di pubblicare le intercettazioni una volta depositate in tribunale a disposizione delle parti, e quindi di fatto già pubbliche, impedirebbe di venire a sapere di Parmalat o dei furbetti del quartierino. Il giornalista che pubblicasse le intercettazioni finirebbe in carcere, il suo editore chiuderebbe e chi ha compiuto il crimine non dovrebbe rispondere all’opinione pubblica. Con questa legge, negli Stati Uniti non ci sarebbe stato il Watergate e Nixon non avrebbe rassegnato le dimissioni. L’Italia dei Valori proporrà un grappolo di referendum per l’abrogazione di queste leggi contro la democrazia, se necessario promuoverà azioni di disobbedienza civile come la pubblicazione degli atti giudiziari. Nessuno può più rimanere a guardare.

L’otto luglio a Roma dalle ore 18:00 in Piazza Navona, in contemporanea con l’iter di approvazione della legge sulle intercettazioni, l’Italia dei Valori insieme a esponenti della società civile ha indetto una manifestazione per la libertà di espressione e per la giustizia.»
 
[27.06.08  Antonio Di Pietro]



Fotografato da
Rear Window e quindi catalogato in:
la cosa pubblica
Link permanente a questo post permalink | Commenti popup commenti (46)