REAR WINDOW

Rear Window adora il cinema, la buona musica, l’arte in tante forme, leggere, scrivere, il web-designing, i viaggi, giocare a tennis, il nero e il grigio, la pizza, gli opposti, ricordare, avere fiducia, la sincerità, le emozioni, il senso dell’umorismo nelle persone. E' contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia!

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Una volta nella vita, solo una e per favore, vorrei essere bello da togliere il fiato. Per riposare, mica per altro. Per recuperare una minima parte delle energie che ho speso in tutta la vita per essere carino, divertente, seducente, spiritoso, simpatico, diverso, imprevedibile, adorabile, forte, coraggioso, disponibile, intelligente, complice, paterno, sensibile, consapevole, preparato, informato, comprensivo, responsabile, affidabile e politicamente corretto. Solo per 48 ore... poi torno!


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martedì, 25 novembre 2008
History repeats

Ho un grande rispetto per la Storia, come per qualsiasi cosa da cui imparare. La Storia ci ha dimostrato, ad esempio, che il preludio ad ogni regime autoritario, o persino ad ogni dittatura ["dolce" od effettiva che sia], presenta molti tratti in comune: crisi economica, attacco alla giustizia, controllo dei media, affossamento della scuola e della cultura in genere, deligittimazione delle parti sociali, svilimento delle istituzioni esistenti, denigrazione dei diversi, promozione di un clima di intolleranza ed ignoranza, esagerazione di una condizione di insicurezza sociale, difesa dell'esercito e delle forze di polizia, personalizzazione del potere.

L'amico Seaweeds mi invia via mail questa splendida vignetta di Stefano Disegni, che ironizza efficacemente su alcuni degli aspetti sopra menzionati.
Cliccare sulle due immagini per ingrandirle



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giovedì, 20 novembre 2008
Persi nel Natale

Direttamente dalla casa di riposo per blogger maturi, affetti da turbe giovanili,  anche quest'anno non ci stiamo facendo mancare la nostra dose intramuscolare di Lost. La quarta stagione ha assunto per noi una funzione prettamente curativa. Simona ed io siamo pazienti ormai cronici e gravi, che non rispondono a nessun altro trattamento a base di morfina o di altri narcotici affini. Soltanto i benefìci terapeutici prodotti dalla visione delle vicende dei naufraghi più famosi della televisione ci consentono di ottenere una significativa attenuazione della sintomatologia di cui siamo preda da circa due anni a questa parte.

Con l'approssimarsi del Natale, però, un'altra dipendenza si sta insinuando nei nostri già debilitati organismi. Per adesso il sottoscritto riesce ad opporre ancora una certa resistenza. La povera Simona invece è caduta completamente vittima della cosidetta Christmas Addiction, ossia quella particolare patologia che costringe le persone a spendere buona parte del proprio tempo nei centri commerciali, in cerca di qualsiasi prodotto che ricordi la festività in oggetto. Altri pericolosi sintomi, tipici di tale dipendenza, sono la programmazione di vacanze dicembrine in Lapponia, con l'obiettivo di scoprire la vera casa di Babbo Natale, il compulsivo invio di mail con dettagliatissime liste regalo all'indirizzo santaclaus@is.comingtotown, oppure la reiterata somministrazione di carote ai propri fidanzati, nella speranza che questi ultimi si trasformino in poderose renne natalizie. Nella foto, ecco parte dell'ingente bottino di cui Simona si è impossessata, a seguito di uno dei suoi più recenti raid.




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venerdì, 14 novembre 2008
La protezione dell'amore

Stamane, a seguito della consueta lettura dei quotidiani online, il senso di stanchezza e di sofferta impotenza che mi accompagna ormai da un pò di tempo, riguardo ciò che sta succedendo in questo nostra italietta, si è fatto più angosciante. Mi chiedo come sia possibile trasformare una tragica e dolorosissima vicenda privata in una battaglia ideologica, in cui le persone si sentono in diritto di tranciare giudizi senza conoscere minimamente le terribili e continue sofferenze che questa comporta. Trovo rivoltante che  politici e preti possano spingersi a sostenere che l'autorizzazione della Cassazione a sospendere l'alimentazione di Eluana Englaro, in coma da 17 anni, corrisponda ad un omicidio di stato. Ancora una volta ci dimostriamo incapaci di giungere alla responsabilità di decisioni condivise e di porre termine ad uno sconcertante vuoto legislativo. Trovo indegno di un paese civile che chi abbia la sventura di trovarsi nelle condizioni estreme di questa ragazza non possa essere protetto dalle persone che ama sino alla morte. Sta a loro e soltanto a loro l'ultima decisione, perchè soltanto loro possono responsabilmente decidere per amore. L'amore di chi desidera accompagnare ad una fine clemente una persona cara e preziosa.



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sabato, 08 novembre 2008
Il sogno di un animatore di bordo

Barack Obama nel suo primo discorso dopo aver vinto le elezioni, rivolgendosi a chi non l'aveva votato, ha dichiarato: «ascolterò la vostra voce, ho bisogno del vostro aiuto, sarò anche il vostro presidente». Silvio berlusconi, durante la campagna elettorale del 2006, diede del coglione a chi si apprestava a votare per i suoi avversari politici. Ieri invece ha sostenuto che chi non capisce il suo "sense of humor" è un imbecille. Io sono giunto alla sconfortante conclusione che questo triste e buffo mondo in cui ci troviamo deve essere davvero zeppo di poveri imbecilli, dal momento che tutti i principali quotidiani internazionali hanno sottolineato l'ennesima figuraccia del "nostro" premier.

Evidentemente berlusconi non ha ancora ben compreso che fare l'animatore sulle navi da crociera non è esattamente la stessa cosa che ricoprire un ruolo istituzionale, e che in bocca ad un uomo di stato certe cose non possono starci. Forse, proprio come faceva negli Anni 60, quando imbarcatosi col ruolo di intrattenitore, raccontava barzellette, recitava sketch e cantava canzoni con il "fedele" Confalonieri al pianoforte, il Nostro ancora ritiene che con queste simpatiche "carinerie" riuscirà a portarsi a letto qualche ragazzotta compiacente, spingendosi persino a prometterle - chissà - un ministero  nel sogno di un suo futuro governo.

Ragazzi, che bello però sapere che queste cose nella realtà non accadono!




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mercoledì, 05 novembre 2008
Nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso

Lo hanno detto tutti, ma - nonostante questo - è vero e quindi tocca dirlo anche a me: la vittoria travolgente di Barack Obama costituisce una data storica, un passaggio epocale nella vita della Nazione più importante del mondo. Il nuovo Presidente degli Stati Uniti propone un cambiamento radicale, avvicinando la politica alle "minoranze" afro-americane, latine, sudamericane e asiatiche, e ai ceti meno abbienti in genere. E’ lo specchio di un’America diversa dal punto di vista generazionale, dove i giovani sembrano voler partecipare attivamente alla vita politica, come che non succedeva più da moltissimi anni. Obama ha dimostrato di essere capace di fermezza e saggezza e di essere una figura attorno la quale far muovere il Paese, andando oltre il "fattore-razza". «Ho fratelli, sorelle, zii e cugini di ogni razza e colore, sparsi su tre continenti, e finchè avrò vita, non dimenticherò mai che in nessun altro Paese della terra sarebbe possibile una storia come la mia. Non è la storia di un classico candidato. Ma ha impresso nel mio patrimonio genetico l’idea che questa nazione è più della somma delle sue parti, che siamo molte persone, ma un unico popolo». Questa una delle dichiarazioni fatte durante la campagna elettorale, più o meno mentre in Italia scoppiava l'emergenza razzismo. Gli americani questa volta si sono dimostrati più intelligenti e liberali degli italiani, o forse - più semplicemente - McCain non ha potuto godere del radicato controllo dei media e dell'ignoranza politica dei suoi connazionali, così come Berlusconi da noi. Solo in Italia, tanto per fare un esempio, può accadere che un candidato decida di evitare il confronto televisivo con l'avversario politico e, nonostante questo, essere premiato dall'elettorato.

Fatto sta che il passato è stato sconfitto e da domani potrà iniziare una promettente stagione, per  quanto il lavoro da fare sia durissimo. 
«Nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso», disse un giorno Eleanor Roosevelt. Ed è esattamente questo che ha fatto Barack Obama: ci ha creduto fino in fondo con granitica tenacia. Ha creduto che ce l'avrebbe fatta nonostante la storia, l'esperienza, i precedenti e lo stesso buon senso. Proprio per questo motivo la sua vittoria segna un giorno così importante per la Storia di questo nostro piccolo grande mondo.



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