Rear Window adora il cinema, la buona musica, l’arte in tante forme, leggere, scrivere, il web-designing, i viaggi, giocare a tennis, il nero e il grigio, la pizza, gli opposti, ricordare, avere fiducia, la sincerità, le emozioni, il senso dell’umorismo nelle persone. E' contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia!
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Furono anni difficili. Anni in cui rimbalzavo da una rappresentazione all'altra in infimi teatri della profonda provincia americana. Avevo soltanto i soldi per pagarmi le spese e poco altro. La mia vita era vuota, completamente priva di rassicuranti suppellettili, proprio come le camere dei miei miseri alberghi dall'insegna sempre sfrigolante. Gli unici che allora potessi permettermi. Non so come, ma riuscii a mettere da parte quel tanto che consentì di iscrivermi all' American Academy of Dramatic Arts, dove affinai la mia tecnica e decisi di assumere il nome d'arte che mi porto appresso ancora oggi: Rear Window. Qualcuno mi notò e mi diede la possibilità di fare la mia prima apparizione televisiva in un serial che andava in onda alle 23.30 del venerdì sera. Nulla di che. Il ruolo di un giovane veterinario del Wisconsin con la fobia per i rettili, eternamente innamorato della protagonista: una giornalista che ama improvvisarsi detective, seguendo piste improbabili ed intuizioni che le vengono dalle sue letture gialle. Le dure ed impolverate tavole di legno dei teatri, che per così tanto tempo avevo calcato, mi avevano decisamente temprato e mi avevano preparato alle sfide più ardue. Credo che fu proprio per questo motivo che il mio personaggio, col tempo, conquistò sempre più spazio, ed il serial fu spostato in prima serata e proposto anche al martedì. Tutto ciò fino a quando, una bella mattina, dopo che in quattro anni avevo imparato tutto quello che c'era da sapere sulle pancreatiti dei bovini, il mio telefono squillò. All'altro capo della cornetta trovai un produttore pronto a puntare su di me per il cinema. Certo, i primi ruoli furono minori e dovetti sudare ancora per un pò, non dico di no, ma adesso eccomi qui, che mi conquisto la mia prima copertina, insieme ad alcuni occasionali compagni di lavoro.