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venerdì, 17 novembre 2006
Come se fosse antani

La commedia umanaAlla veneranda età di 91 anni, Mario Monicelli, uno dei più grandi registi del cinema italiano, è in uscita con un nuovo film: "Le rose del deserto", del quale racconta: «Tratterà l'ultima guerra in Libia. L'idea mi è venuta da un romanzo di Mario Tobino che si intitola 'Il deserto della Libia', dove lui è stato ufficiale medico durante la seconda guerra mondiale. Ne ha riportato note, osservazioni, appunti, idee sulle quali riflettevo anch'io da molti anni. Anch'io ho fatto la guerra, ma non in Libia. Da tempo però ero interessato a raccontare quella zona; ispirandomi al romanzo e rubando alcuni particolari da altri libri, ho scritto la storia di una sezione di sanità dell'esercito che vive tre anni e mezzo nel deserto di Libia, durante la guerra».
 
Il primo lungometraggio di Monicelli risale al 1937, in seguito lavora molto come sceneggiatore. I successi arrivano a cavallo fra gli anni '40 e i '50: "Totò cerca casa" (1949), "Guardie e ladri" (1951 - con la grande accoppiata Totò-Aldo Fabrizi). Da lì in poi, Monicelli diventa anno dopo anno sempre più popolare: "I soliti ignoti" (1958 - uno dei grandi capolavori della miglior "commedia all'italiana", Nastro d'Argento quale miglior film dell'anno), "La grande guerra" (1959 - straordinaria pellicola con Alberto Sordi e Vittorio Gassman; si aggiudica con ampio merito il Leone d'Oro al Festival di Venezia e conquista una nomination all'Oscar), "L'armata Brancaleone" (1966 - con Vittorio Gassman), "La ragazza con la pistola" (1968 - con Monica Vitti, terza nomination all'Oscar), "Brancaleone alle crociate" (1969), "Amici miei" (1975 - con Ungo Tognazzi), "Un borghese piccolo piccolo" (1977 - con Alberto Sordi), "Il marchese del Grillo" (1981 - ancora una prova brillante di Sordi), "Speriamo che sia femmina" (1986), "Parenti serpenti" (1991, anno in cui il regista toscano ha ricevuto il Leone d'Oro alla carriera). Il principale merito di Mario Monicelli è quello di aver dato vita a commedie originali e di qualità, tutte impreziosite da sceneggiature molto curate e da una precisa analisi della quotidianità dell'uomo medio, e, soprattutto, di aver saputo trasporre sul grande schermo quell'amara ironia che è il filo rosso che attraversa ed unisce tutta la sua opera. Per chi volesse approfondire la sua conoscenza, consiglio il libro "La commedia umana. Conversazioni con Mario Monicelli", dove, attraverso una lunga conversazione con lo scrittore Sebastiano Mondadori, che potrebbe essere suo nipote ma a cui parla come a un coetaneo, il regista ricostruisce passo dopo passo i suoi quasi sessanta film. Una storia personale che si intreccia a quella del nostro Paese, di cui di volta in volta Monicelli è stato censore o testimone partecipe, mettendo in scena fatti e misfatti, vizi e piccolezze di italiani mediocri, con la spietatezza della comicità e il sarcasmo del provocatore.
Mi piace rendergli omaggio con un brano tratto da uno dei suoi film più popolari, anche perchè oggi mi sono svegliato con un gran voglia di supercazzolare qualcuno! :-)



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Commenti
#1   17 Novembre 2006 - 02:36
 
Un ricordino anche all'immenso Germi, che del primo "Amici Miei" fu autore pressochè totale.

Quando andiamo a vedere "Le rose del deserto?"
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#2   17 Novembre 2006 - 07:56
 
Grande Monicelli! Sapevo della prossima uscita del film, interpretato da Michele Placido, Giorgio Pasotti e sopratutto da Alessandro Haber. Concordo, da vedere :-)
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#3   17 Novembre 2006 - 09:09
 
Uno dei più grandi registi italiani di sempre e, perché no, anche al di fuori.
Il suo film che preferisco resta "I soliti ignoti", ma "La Grande Guerra" è un capolavoro senza tempo.
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#4   17 Novembre 2006 - 09:41
 
Ma dopo il film, andiamo alla stazione a prendere a sberle quelli che partono? Dai, vi prego...!
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#5   17 Novembre 2006 - 09:53
 
@seaweeds:
Ricordo sacrosanto quello per Pietro Germi, un altro gigante del cinema italiano!
Quando andiamo a vedere "Le rose del deserto?" Io per Monicelli e Seaweeds sono sempre a disposizione!!! :-)
@SimonaC:
Ovviamente anche per SimonaC io sono sempre a disposizione!!! ;-)
@PogoOpossum:
Concordo in pieno! In particolare de "La grande guerra" parlerò nelle prossime settimane perchè è fra i miei personali 10 film preferiti!
@biancac:
Anche se si tratta di andare a prendere a sberle quelli che partono col treno, sono sempre a disposizione... contate pure su di me!!! ;-)
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#6   17 Novembre 2006 - 10:40
 
Il cinema non morirà mai, ormai è nato e non può morire: morirà la sala cinematografica, forse, ma di questo non mi frega niente". Mario Monicelli, Leone d'Oro alla carriera alla Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia nel 1991
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#7   17 Novembre 2006 - 18:27
 
La grande guerra, ricordo, l'ho visto la prima volta da piccola e mi è rimasto in mente per giorni!
p.s.Votato!
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#8   17 Novembre 2006 - 22:23
 
@rosanegra:
Bellissima quest'affermazione del regista toscano e, peraltro, molto il linea col suo carattere, diretto e concreto. Perdipiù credo che esprima una grande verità: il cinema sta per cambiare ed anche radicalmente, ma certo è ben lontano dal morire, anzi...
@Smillapiffi:
"La Grande Guerra"è un film straordinario (per me il miglior film italiano di sempre): un esempio perfetto di equilibrio fra commedia e dramma! Vi dedicherò a breve un post intero.
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#9   17 Novembre 2006 - 23:38
 
Con il cappellano per l'estrema unzione.

C: Dimmi figliolo…
P: Sbiriguda veniale, la supercazzola prematurata…
C: Come figliolo?
P: Come fosse antani, con scappellamento a destra. Ostantinato a malliti.
C: Quante volte figliolo
P: Fifty fifty come fosse mea culpa, alla supercazzola...
C: io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del padre, del figliolo…
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#10   18 Novembre 2006 - 12:48
 
Mitica supercazzola!

P.S. Vado a linkarti, meglio tardi che mai. ;-)
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#11   19 Novembre 2006 - 17:07
 
Non vedo l'ora di vederlo. Lo adoro Monicelli. Il mio preferito è "La ragazza con la pistola" con la Monica Vitti più bella di sempre. Però anche "Parenti Serpenti" è geniale. E Amici Miei, hai ragione tu, è un capolavoro....
Ma i soliti ignoti, l'ho imparato a memoria.

"Che conosce uno che si chiama Mario?"
"Qui de Mario ce ne so' cento"
"Ma questo è uno che ruba"
"E sempre cento so'"
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#12   19 Novembre 2006 - 17:39
 
@unnon:
Mitica davvero! :-) Grazie molte per il link e per il tuo intervento.
@bellatrix74:
Tutti film straordinari quelli da te ricordati, però sicuramente I soliti ignoti ha un qualcosa in più perchè assume la dimensione del capolavoro!
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#13   19 Novembre 2006 - 18:37
 
Solo leggendo i titoli dei suoi film, vengono i brividi...
Queste tue citazioni cinematografiche mi piacciono sempre molto.
Buon inizio settimana anche a te!
Daniele
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#14   19 Novembre 2006 - 20:32
 
Mopnicelli un grandissimo, ed uno che non è mai riuscito ad invecchiare :-)
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#15   19 Novembre 2006 - 23:50
 
A tutti gli esterofili:
"Viva il cinema italiano!"
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#16   20 Novembre 2006 - 13:56
 
@macca:
Ciao Daniele! Grazie dell'intervento. A presto...
@Sinforosa72:
Accidenti... arrivarci a 91 anni in quella forma fisica ed ancora con la voglia di fare e di esserci!
@da4coni:
Sono d'accordo con te, anche se, inutile nasconderselo, l'età d'oro del cinema italiano è terminata con gli anni 70. Ora, a parte qualche rara eccezione, non ci sono più quei registi, quegli autori, quegli attori, che han fatto grande la commedia all'italiana!
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#17   20 Novembre 2006 - 17:54
 
Sìsì, io ci sto a sberlare i partenti in treno... Ho sempre sognato interpretare quella scena!
utente anonimo

#18   22 Novembre 2006 - 10:19
 
Mannaggia ai Vanzina...
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#19   22 Novembre 2006 - 20:00
 
@cuoremangiato:
Allora ci vediamo al terzo binario della stazione Brignole a Genova. Io sarò quello con i guanti da pugile!!! ;-)
@da4coni:
Magari fosse esclusivamente colpa loro! :-) La faccenda, ahimè, è molto più articolata e complessa.
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#20   24 Novembre 2006 - 10:31
 
Un caro saluto a Philippe Noiret, morto ieri a 76 anni dopo una lunga malattia. Un'attore indimenticabile, che proprio di Amici miei di Monicelli fu un protagonista strepitoso. Il regista toscano così lo ricorda:
«E' stato un attore di grande qualità che veniva dalla vecchia scuola e dal teatro. Ed è stato anche un grande amico dell'Italia. In tanti film italiani interpretò i nostri personaggi con grande disinvoltura e verità. Con lui ho avuto rapporti non solo di lavoro: eravamo amici. Ancora mi ricordo quando lo chiamai per "Amici miei" per fargli interpretare un caporedattore della Nazione, un toscanaccio che lui riuscì a rendere credibile. Era persona di buona educazione, di cultura medio borghese, che in Francia è cosa più forte che in Italia; era un socialista convinto e un vero signore, sempre generoso».
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