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sabato, 10 novembre 2007
Gli Anni Ottanta: The Smiths

Gli Smiths sono stati uno dei gruppi più influenti degli anni Ottanta. Uno zibaldone pop alla Beatles con liriche di taglio politico sociale di derivazione Clash/Sex Pistols. Portavoce dei malinconici occhialuti, Morrissey, cantante ed autore dei testi della band, riesce a cavare dalla sua posizione di narciso depresso uno slancio che gli consente di imporsi presto all'attenzione del pubblico come cronista appassionato e sottile poeta della desolazione urbana. Insieme al grande intuito musicale di Johnny Marr confeziona nel 1984 "The Smiths", l'album d'esordio. Il disco scala subito le classifiche e prepara il terreno al successivo "Meat is Murder". Ma è nel 1986 con "The Queen is dead" che gli Smiths raggiungono la piena maturità. E' un lavoro raffinato, con testi introspettivi ma anche irriverenti, e musiche in bilico tra il pop più orecchiabile e la sperimentazione di scuola new wave. Gli Smiths sono ormai il riferimento per una nuova generazione di ragazzi, che ne segue look, stile e ideologia.  Gli episodi migliori dell'album sono quelli in cui ritornelli intriganti si innestano su partiture solo in apparenza semplici, come nella bizzarra "Bigmouth strikes again", nella ballata classicheggiante di "The boy with the thorn in his side", o nell'orchestrale "There is a light that never goes out". Il sarcasmo di Morrissey travolge "intoccabili" istituzioni inglesi, dalla famiglia reale di "The Queen is dead" alla Curia di "Vicar in a tutu".

A chi li accusa di fare musica per una generazione di adolescenti depressi e in crisi d'astinenza, Morrissey replica così:
«Può darsi, ma queste persone sono importanti. I loro desideri sono importanti, tutti i nostri desideri contano. Altrimenti per chi dovremmo cantare? Per la Thatcher?». Mentre i veri nemici degli Smiths, per il loro leader, sono «i fanatici della musica dance, dei suoni privi di umanità, quelli che hanno perso la fede e non credono in niente». Un odio contro le discoteche che Morrissey sublima in un brano al fiele come "Panic" ["Brucia la discoteca. Impicca i benedetti dj, perché la musica che mettono sempre non ha niente da dire sulla mia vita"]. 
Oltre a "Panic", nel 1986 escono anche altri due singoli: la ritmata "Ask" ["La timidezza è carina, ma ti impedisce di fare le cose che più ti piacciono. Così, se c'è qualcosa che vuoi provare, chiedi, non dirò no, come potrei? Perchè se non è l'amore che ci tiene insieme, allora sarà la bomba"] e la insolitamente dura "Shoplifters Of The World", che fanno da preludio all'uscita del loro ultimo album, "Strangeways Here We Come" del 1987. E' un disco che ripropone Morrissey e soci al massimo delle loro potenzialità. Ci sono le melodie contagiose di "I started something I couldn't finish""Sheila Take A Bow", la ballata funerea e cadenzata di "Girlfriend In A Coma", ma soprattutto "Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me", un valzer spettrale e struggente il cui testo si rivela uno dei più toccanti dell'intera produzione di Morrissey.



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domenica, 06 maggio 2007
Gli Anni 80: Style Council

Gli Style Council sono la seconda creazione musicale del grande musicista inglese Paul Weller, altrimenti conosciuto come The Cappuccino Kid, dopo l'esperienza dei Jam. Con gli Style Council, Weller assieme al suo "socio", il tastierista Mick Talbot, mette in atto in modo completo le sue idee musicali, un originale mix di stile musicale "cool", con influssi soul e rythm & blues, orchestrazioni raffinate di ispirazione jazz, testi decisi, impegnati e fortemente polemici con la Gran Bretagna e gli USA del periodo Thatcher-Reagan, ed una immagine elegante che richiama il movimento Mod degli Anni Sessanta.


L'esordio del gruppo è datato 1983 con "Introducing The Style Council". Tra i brani, il primo singolo "Speak Like A Child" si avvicina sensibilmente a sonorità di stampo Motown e l'altro estratto, "Long Hot Summer", è un pezzo dance, inframezzato da diversi spunti soul-jazz. Il successivo "Café Bleu" sembra quasi riflettere in musica il carattere mutevole e irrequieto di Paul Weller: spaziando dal soul-folk al pop raffinato di "You're The Best Thing", e dal rap alle atmosfere raffinate di un night-club francese. Il brano più rappresentativo è probabilmente "My Ever Changing Moods", ballata per voce e pianoforte che vuole testimoniare il temperamento umorale di Weller. Con questo disco la band si guadagna ottimi riscontri di critica e soprattutto un gran successo di pubblico, che si concretizza con il quinto posto nella classifica inglese. Per loro e altri artisti con la stessa attitudine soul-pop-jazz (Matt Bianco, Sade, Everything But The Girl, Carmel) viene anche coniata l'etichetta di "cool inglese".  Il successo di "Café Bleu" viene bissato un anno dopo con "Our Favorite Shop", in cui spicca la presenza di Dee C. Lee, affascinante corista di colore che Weller sposerà nel 1986. Un'accoppiata di singoli trascinanti - il R&B di "Walls Come Tumbling Down" e il soul-funk di "Shout To The Top" - garantisce il sicuro impatto commerciale. Ma l'album vive anche e soprattutto di ballate intense e raffinate come "Boy Who Cried Wolf". Il 1987 è l'anno di "The Cost Of Loving", disco inferiore ai precedenti, che, seppur non amato dalla critica, riesce comunque ad arrivare alla seconda posizione nella Top Ten inglese. I brani di punta sono "Wanted" e "It Didn't Matter". L'anno seguente gli Style Council sorprendono tutti, realizzando un album molto ambizioso: "Confessions Of A Pop Group". E' un disco artisticamente complesso, costituito da due parti: la prima è una suite di brani jazz, mentre la seconda è caratterizzata da un pop elegante e, a cominciare dal singolo "Life At A Top People Health Farm", con venature soul-reggae. L'album però viene giudicato negativamente sia dalla critica che dal pubblico e, rispetto ai precedenti risultati, si rivela un insuccesso. La fine della corsa avviene l'anno seguente, quando la Polydor respinge la pubblicazione del nuovo lavoro della band, all'insegna stavolta di suoni house e club music. Lo scioglimento è inevitabile. L'ultimo atto è "The Singular Adventures Of The Style Council", raccolta di singoli del 1990, comprendente anche l'inedito "Promised Land". Terminata l'esperienza con gli Style Council, Paul Weller dà inizio, nel 1992, alla sua carriera solista, pubblicando diversi album dai riflessi beat, attraverso i quali diviene uno dei principali precursori del successivo Britpop, dominato da Oasis, Blur, Suede e compagnia.



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venerdì, 09 febbraio 2007
Gli Anni 80: Eurythmics

L'esordio degli Eurythmics è datato 1981 con l'album "In the Garden". Il trionfo mondiale arriva già due anni dopo con "Sweet Dreams (Are Made of This)", in cui emergono prepotentemente la classe e lo stile particolarissimo del gruppo, che mescola pop ed elettronica, con un uso quasi ossessivo del sintetizzatore. I mega hit di questo secondo lavoro sono "Love Is a Stranger" e "Sweet Dreams", il loro capolavoro assoluto, che li proietta ai primi posti nelle chart sia in Europa che in America. Gran parte del successo del duo si deve, senza ombra di dubbio, alla magnifica voce di Annie Lennox e al suo fascino ammaliante. Memore del suo passato come cantante da cabaret, la Lennox dimostra personali capacità camaleontiche durante le esibizione-live e nei video che accompagnavano i brani. Una capacità che le consente di sposare il tecnopop ad un vocalismo di classe, e che, grazie anche alle ottime capacità compositive di Dave Stewart, la rende presto una delle star femminili degli anni Ottanta.


Il successivo "Touch", sempre del 1983, dimostra influenze ancor più eleganti. Così come il precedente, l'album si presenta come una sorta di greatest hits, di cui canzoni come "Here Comes the Rain Again""Who's That Girl" e "Right by your Side" sono le espressioni migliori. Le ottime critiche ricevute e le enormi vendite spingono il duo a cimentarsi l'anno dopo nella realizzazione della colonna sonora di "1984" di Michael Radford, tratto dal romanzo di George Orwell. Un lavoro ambizioso, che colpisce per l'esemplare resa di certe atmosfere inquietanti, nonché per l'esercizio vocale raffinato della Lennox, soprattutto nella title track, impressionante per quei passaggi veloci dalle note basse ai toni alti. Ormai gli Eurythmics sono diventati un gruppo di punta della new wave inglese e Annie Lennox una vera stella, capace di emozionare, anche accompagnata soltanto da una chitarra. Tale status lo si riscontra a partire da "Be Yourself Tonight" del 1985, con la presenza di guest-star del calibro di Stevie Wonder che suona l'armonica in "There Must Be an Angel (Playing With My Heart)" e Aretha Franklin che canta nell'inno femminista "Sisters Are Doin' it for Themselves". In più, "It's Alright (Baby's Coming Back)" e "Would I lie to You?" completano un quartetto di hit eccezionali. Tali ospiti sono inoltre indicativi di quale sia il progetto di Stewart e Lennox per questo album: il loro personale tributo al rhythm'n'blues e al soul"Revenge" del 1986, con un sound che segue le inclinazioni del precedente, conducendole verso una conclusione più pop-rock, conferma l'indiscutibile bravura dei due, che primeggiano in classifica con brani come "Missionary Man", "Thorn on my Side", "When Tomorrow Comes" e la ballata "The Miracle of Love". Il successivo "Savage" del 1987 denota una prima flessione nell'ispirazione, anche se pezzi come "You Have Placed a Chill in my Heart", "Shame" e "I Need a Man" sono assolutamente degni di nota . A dispetto del titolo del seguente disco, "We Two Are One" del 1989, il legame personale fra i due non è più forte come un tempo, e questo si riflette sulla qualità del nuovo materiale che non raccoglie gli abituali consensi e si salva solo per la presenza di  "Angel" e "Don't Ask me Why". L'anno successivo i due si danno a carriere soliste. Annie Lennox dà alla luce due figli ed  il progetto Eurythmics viene accantonato per otto anni. Nel 1999 si ripresentano con "Peace", all'insegna di un pop raffinato ma irrimediabilmente datato, anche se l'ottimo singolo "I Saved the World Today" viene ben accolto sia dal pubblico che dalla critica.



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venerdì, 15 dicembre 2006
Do They Know It's Christmas?

La new wave è un movimento musicale e culturale molto sfaccettato, ricchissimo di spunti e tendenze che hanno come unico comune denominatore la diretta derivazione dal punk che nel 1977 azzera più o meno tutto, rimettendo in discussione l'approccio sociale, culturale e artistico della musica rock. Ma ciò che nel punk è spesso un rozzo condensato, nella new wave diventa approccio stilistico consapevole e motivato: il recupero, l'analisi e l'assemblaggio dei più disparati generi musicali, rielaborati in una sintesi che è cosa nuova rispetto al passato per gusto e sensibilità. Essendo un genere notevolmente poliedrico, sviluppatosi, prevalentemente in Gran Bretagna, proprio dal 1977 al 1985 circa, lo si può suddividire in alcune grandi aree, da non intendersi assolutamente come compartimenti stagni.

Definibili, per l'appunto, Post-Punk sono gruppi più di matrice rock come gli irlandesi U2, che, specie nei loro primi dischi, sono connotati da un chitarrismo di impronta psichedelica. Sempre irlandesi sono i Boomtown Rats di Bob Geldof. D'origine scozzese sono invece band come Simple Minds e Big Country. Non altrettanto rock, ma sicuramente "guitar oriented" sono gli Smiths di Morrissey, Housemartins e Lloyd Cole & the Commotions. Più spinti verso la psichedelia sono invece formazioni come Psychedelic Furs e Echo & the Bunnymen, i cui cantanti pagano un evidente debito d'ispirazione nei confronti di David Bowie.  Un'altra grande area è quella Dark o Gothic Rock di gruppi come Joy Division, i Cure di Robert Smith, Siouxsie and the Banshees, Bauhaus.
Caratterizzato da liriche nichiliste e tormentate e da sonorità cupe e malinconiche, il dark ha il suo marchio estetico nei colori nero e viola, intesi nel senso di una netta opposizione all'immagine dominante. Lo sviluppo tecnologico dirompente di quegli anni, con il perfezionamento dei sintetizzatori, la nascita delle batterie elettroniche e dei primi campionatori, sta all'origine della corrente Tecno-Pop o elettronica in genere, fortemente influenzata dai lavori della seconda metà dei '70 di Bowie e dei Roxy Music di Brian Eno. Le principali band sono gli Ultravox del sottovalutato Midge Ure, i Japan di David Sylvian, Soft Cell, Human League, Heaven 17 e New Order, ossia la seconda incarnazione dei Joy Division, una volta morto per suicidio il loro leader Ian Curtis. Di origine elettronica sono due fra i più famosi gruppi del decennio: Depeche Mode ed Eurythmics; nel corso degli anni i primi si renderanno artefici di una superba evoluzione artistica ed i secondi si muoveranno verso atmosfere più rhythm'n'blues. Stessa matrice iniziale è anche quella dei Tears For Fears, poi protagonisti di un raffinato e robusto pop e dei Talk Talk di Mark Hollis che approderanno alle nuove frontiere del rock strumentale. Sul fronte più commerciale del tecnopop "neo-romantico", si attestanto formazioni come Duran Duran, Spandau Ballet e i Culture Club di Boy George. Da citare inoltre un area più "fusion" che riprende e rielabora elegantemente atmosfere "black", con un sound intriso di jazz, soul, funky e blues, che comprende gruppi come gli Style Council di Paul Weller e i Matt Bianco e cantanti come Paul Young e Sade. Non direttamente riconducibili alle correnti appena citate vi sono infine band come i Police di Sting, inizialmente molto influenzati dal reggae giamaicano, e i Madness, la cui prima impronta è data dallo ska.

Nel novembre del 1984 alcuni di questi protagonisti si riuniscono nel supergruppo Band Aid, allo scopo di raccogliere fondi per combattere la piaga della fame in Etiopia, ed incidono il brano "Do They Know It's Christmas?", che vede la firma di Midge Ure per la musica e quella di Bob Geldof per i testi. Il singolo viene pubblicato il 3 dicembre e va direttamente al numero uno delle classifiche inglesi, superando le vendite di tutti gli album presenti in classifica messi assieme. Diventa il singolo venduto più velocemente della storia in Inghilterra, vendendo in una sola settimana circa un milione di copie.



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