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REAR WINDOW

Rear Window adora il cinema, la buona musica, l’arte in tante forme, leggere, scrivere, il web-designing, i viaggi, giocare a tennis, il nero e il grigio, la pizza, gli opposti, ricordare, avere fiducia, la sincerità, le emozioni, il senso dell’umorismo nelle persone. E' contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia!

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Una volta nella vita, solo una e per favore, vorrei essere bello da togliere il fiato. Per riposare, mica per altro. Per recuperare una minima parte delle energie che ho speso in tutta la vita per essere carino, divertente, seducente, spiritoso, simpatico, diverso, imprevedibile, adorabile, forte, coraggioso, disponibile, intelligente, complice, paterno, sensibile, consapevole, preparato, informato, comprensivo, responsabile, affidabile e politicamente corretto. Solo per 48 ore... poi torno!


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lunedì, 05 maggio 2008
Questa volta è la mia storia

Ho da poco concluso la lettura di "Questa volta è la mia storia" di Neil Simon, il più grande commediografo vivente. In questa autobiografia, Simon, nato a New York nel 1927, ripercorre con spiccata autoironia i passaggi della sua sfolgorante carriera: si fa le ossa in qualità di autore di gag per comici televisivi come Jerry Lewis e a partire dal 1961 dà alle scene una serie pressoché ininterrotta di successi intramontabili come: A piedi nudi nel parco, La strana coppia, Appartamento al Plaza, Il prigioniero della Seconda Strada, I ragazzi irresistibili. Quasi tutti i suoi lavori ottengono centinaia di repliche, vengono tradotti in film e rappresentati con successo in ogni parte del mondo. Un uomo nato con la vocazione per il mestiere più difficile: far ridere. Se esiste una categoria che esprime il genio americano, il genio ebraico, il genio della sopravvivenza grazie alla propria fantasia, il genio dell'ottimismo nonostante tutto, il genio di far sognare trasformato in pura tecnica scenica, tutto questo sta nel mestiere di gente come Neil Simon.
 
L'autore non si risparmia nel raccontare con grande umiltà anche aspetti privati e familiari. Dalla sua connaturata insicurezza alle sedute di psicanalisi, dal matrimonio con l’amatissima Joan al legame davvero buffo col fedele cane, dalla nascita delle figlie ai più dolorosi drammi personali, il tutto con grande misura e delicatezza. Il che fa di questo libro un’esperienza divertente ed appassionante, perfetta per chi ama il teatro e il cinema, ma assai piacevole per chiunque voglia conoscere le tappe della vita di un uomo che ha goduto di un grandissimo successo, senza per questo perdere la sobrietà e un ironico, salutare distacco.



"A Joan non era mai importato granchè dei soldi. Si accontentava di vivere nel nostro primo appartamento, un monolocale al quinto piano senza ascensore nel Village. Quell'appartamento aveva un piccolo spogliatoio che lei aveva trasformato in un'ancora più piccola camera da letto [...]. Si poteva aprire la finestra senza scendere dal letto, ma aprire il piccolo armadio sulla parete opposta era tutt'altra faccenda. La nostra tecnica era questa: attraversavamo il letto camminandoci sopra, aprivamo la porta dell'armadio di una decina di centimetri (il che era già un'impresa), ci infilavamo dentro un braccio, tastavamo un pò in giro e qualsiasi cosa tirassimo fuori, la indossavamo. Nessuno ci faceva caso, perchè tanto al Village si vestivano tutti in modo strano. Quando tornavo a casa la sera il letto era rifatto alla perfezione. Credo usasse un calzascarpe. L'appartamento era sulla Decima Strada, fra Fifth Avenue e University Place, a tre isolati dalla New York University. Portare a spasso il cane la sera davanti alla NYU era la cosa più vicina ad un'istruzione universitaria che avessi mai avuto"
.



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martedì, 22 aprile 2008
Il Grande Torneo degli Attori: il Vincitore


E alla fine ha vinto Totò. 34 preferenze contro le 19 di James Stewart. Forse, nel suo piccolissimo, anche questo Torneo degli Attori ha voluto sottolineare la stupefacente modernità di colui che deve considerarsi il più grande comico italiano. Le sue battute inesauribili, che spaziano dal genere demenziale alla considerazione filosofica, dal gusto di storpiare le parole a quello di dimezzarle, dette di volta in volta con pesante ironia o con umorismo sottilissimo, risultano infatti più che mai attuali. Oggi, a più di 40 anni dalla morte, l'arte di Totò è più viva che mai, e ciò che emerge dai suoi film, continuamente riproposti in televisione, è un'ironia surreale espressa in un'infinita gamma di sfumature, volta spesso ad esorcizzare i nostri fantasmi quotidiani, sempre gli stessi, quelli che ancora oggi sono presenti a complicarci l'esistenza.

Mi piace ricordare cosa di lui hanno detto Pier Paolo Pasolini: «Totò riuniva in sé in maniera armoniosa e indistinguibile due momenti tipici dei personaggi delle favole: l'assurdità, il clownesco e l'immensamente umano» ed Umberto Eco: «...il che m'indurrebbe a riflettere su come, in questo universo globalizzato in cui pare che ormai tutti vedano gli stessi film e mangino lo stesso cibo, esistano ancora fratture abissali e incolmabili tra cultura e cultura. Come faranno mai a intendersi due popoli di cui uno ignora Totò?». A tutto questo, l'attore napoletano avrebbe probabilmente risposto che trattasi solo di
«bazzecole, quisquilie e pinzellacchere», ma tant'è...



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domenica, 09 marzo 2008
Il Grande Torneo degli Attori - Finale

E così siamo arrivati anche alla finale del Grande Torneo degli Attori. Finale che vede di fronte James Stewart che ha avuto la meglio su Alberto Sordi per 33 preferenze a 25, e Totò che ha sconfitto Robert De Niro per 30 voti a 28. Tutto sommato, nonostante la prematura uscita di attori meravigliosi che avrebbero meritato di arrivare sino in fondo, l'ultimo turno di questo torneo è assolutamente all'altezza. Da una parte il più grande attore comico che l'Italia abbia mai avuto, una maschera inimitabile in grado di far divertire infinite gerazioni di spettatori, dall'altra un'interprete splendido e assai versatile come James Stewart, protagonista di alcuni capolavori assoluti del cinema americano del secolo scorso.

Per la prima volta da quando ho ideato questi giochi non esprimerò il mio giudizio, perchè sarebbe come chiedermi di scegliere fra due genitori o fra due figli. Lascio così a voi questo compito che potrà svolgersi per tutto marzo, ringraziandovi ancora una volta per la partecipazione. 



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giovedì, 28 febbraio 2008
Uozzamericanboi

Il 24 febbraio di 5 anni fa muore a 82 anni Alberto Sordi. La sua figura resta unica nella storia del Cinema Italiano. Altri attori sono diventati famosi e popolari, altri attori sono diventati registi, altri attori hanno creato dei personaggi che, in qualche misura, sono diventati proverbiali e hanno quasi finito con l'identificarsi con l'interprete. Ma si può dire che nessun altro, fatta eccezione per Totò, seppure con caratteristiche diverse sia per epoca sia per caratterizzazione, sia riuscito a conquistarsi nel cuore del pubblico uno spazio così definito. Anno per anno, Sordi si è costruito la carriera con una determinazione senza eguali. Nel farlo ha dato vita ad un personaggio familiare a milioni di spettatori: astuto, vile, furbesco, ironico, coraggioso solo se costretto, romanesco fino sino al midollo e, al tempo stesso, beffardo verso tutto ciò che è la "romanità" corrente. Al punto che certi riscontri verbali, certi atteggiamenti del volto e del corpo, certi interrogativi che l'attore ha creato o lanciato, hanno finito col far parte del bagaglio mentale e dello spicciolo lessico del pubblico italiano per circa 50 anni.
A partire dai primi Anni 50, l'attore romano trasferisce al cinema alcuni personaggi creati dalla sua fantasia e proposti alla radio, connotandoli di un elemento assolutamente inedito fino ad allora. Sordi infatti pare accanirsi e infierire sul proprio personaggio, caricandolo di crudeltà. Non c’erano precedenti simili in Italia, di un comico che fa ridere della propria abiezione. Questa caratteristica diventa presto il suo punto di forza, laddove il pubblico è chiamato sia a solidarizzare col personaggio che a disprezzarlo al tempo stesso. L’incontro artistico che determina la prima svolta nella sua carriera è quello con Federico Fellini, con il quale entra in due ruoli di spessore, due personaggi negativi e immorali, protagonisti rispettivamente de Lo sceicco bianco e de I Vitelloni. Ma è Mario Monicelli con La grande guerra del 1959, che consente a Sordi di esprimere un nuova maturità drammatica. Questo film,  un affresco memorabile sul conflitto del 1915-18, visto attraverso le vicende di due soldati pelandroni e vigliacchi, consente a Sordi un nuovo modo di recitare, che non esclude il suo enorme  talento comico, ma sapientemente lo mescola a un’epica tragicità.

La lista delle interpretazioni di Sordi, in cui l'abituale chiave ironico-grottesca si arricchisce di accenti più consapevolmente amari, prende forma negli anni a venire, anche con individui rispettabili ed eroi positivi, quali il tenente Innocenti in Tutti a casa [1960, di Luigi Comencini], il giornalista Magnozzi in Una vita difficile [1961, di Dino Risi], il commissario Lombardozzi ne Il Commissario [1962, sempre di Comencini] e lo sfortunato maestro Mombelli de Il maestro di Vigevano [1963, di Elio Petri]. A questi si uniscono, fra i tanti altri, il siciliano Badalamenti de il Mafioso [1962, di Alberto Lattuada], il geometra Dinoi in Detenuto in attesa di giudizio [1971, di Nanni Loi] e soprattutto l'impiegato ministerale Vivaldi in Un borghese piccolo piccolo [1977, di Mario Monicelli]. Film che segna sia la fine della commedia all'italiana che il punto più alto della carriera di Sordi, che negli anni successivi si avvierà verso un lento declino.
 



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lunedì, 25 febbraio 2008
And the Oscar goes to...

«Ma somiglia a mio zio Oscar!» pare abbia esclamato la segretaria della prima edizione dei Premi, vedendo la mitica statuetta su un tavolo. E se anche non fosse andata così, tutti, da allora, hanno preferito pensare che fosse vero, perchè il fascino dell'Oscar nasce proprio da una singolare miscela fra la leggenda ed il vil denaro. La cerimonia degli Acadamy Awards è quella magica notte a cui non si può fare a meno di appassionarsi, anche se il vero cinefilo, magari, non ritiene che le scelte fatte siano le più pure, artistiche e cosmopolite possibili. Il bello degli Oscar è fatto di rituali: gli occhiali neri dei divi sulla passarella per ripararsi dal sole pomeridiano di Los Angeles, le arguzie del presentatore, la concentrazione di star ed autori planetari, il kitsch degli abiti e dei numeri musicali. L'Oscar, inoltre, è sempre stato un segnalatore dei mutamenti di costume, basti pensare a come il premio a Tom Hanks in Filadelfia abbia contribuito a sdoganare il mondo gay. I tempi cambiano e l'Oscar lo sa bene: lo speaker dell'epoca commentò così il premio a Sidney Poitier nel 1963: «This is the first nigger [il primo negro] to win the Award as the best actor». Chi lo facesse oggi in diretta, verrebbe abbattuto. Gli Academy Award sono maturati anche grazie a piccoli memorabili scandali, come la pellerossa che nel 1972 sale sul palco al posto di Marlon Brando, il quale non ritira la statuetta perchè contrario al modo in cui Hollywood tratta i nativi d'America. Ma nella memoria collettiva restano i momenti stupidi e felici: l'uomo che - elusa la ferrea security - attraversa nudo e di corsa il palco alle spalle di David Niven nel 1973 e Roberto Benigni che nel 1999 salta sulle sedie del teatro, prima di ricevere il premio dalle mani di Sofia Loren. Quella magica notte, evidentemente, non è solo un concentrato irresistibile di glamour e gossip che attira il voyeurismo verso il mondo dei belli e dei privilegiati, ma soprattutto la sintesi riuscita del Cinema come laboratorio di sogni, arte, costume e società.



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cinema e sogni, oggi le repliche
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venerdì, 22 febbraio 2008
I padroni dei sogni

"Noi siamo i fortunati che hanno a casa i sogni. I nostri padri, i nostri nonni li vedevano passare, per due ore nella loro vita. Quando la grande luce si accendeva e quella specie particolare di buio finiva, il sogno era volato via. Diventava un ricordo, una sensazione, un'emozione. I film erano solo quel fascio di luce nel nero della sala, erano imprendibili, immateriali, pura illusione. A noi la scienza ha regalato, forse per consolarci di meraviglie di vite perdute, la magnifica opportunità di tenere a casa dei sogni. Li puoi toccare, li puoi ordinare, li puoi richiamare in vita quando vuoi. Un potere da maghi, da stregoni, da spiriti superiori. Abbiamo avuto ospiti Beethoven e Mahler, Charlie Parker e Jimi Hendrix. Abbiamo passato serate con la magnifica silenziosa maestà immobile di Lorenzo Lotto o di Seurat. Abbiamo condiviso il mondo di Capa o di Cartier Bresson. Ma mai abbiamo avuto la possibilità di cenare decidendo di ascoltare la voce di Cary Grant o guardando Marilyn Monroe uscire da una piscina. Noi, i padroni dei sogni, abbiamo la possibilità fantastica di cercarli, quei luoghi speciali della nostra anima, quando ne abbiamo bisogno. Come una medicina, un conforto, un amico che torna da lontano." [Walter Veltroni]

In occasione dell'acquisto del quattrocentesimo pezzo della mia collezione, voglio segnalare i 12 dvd che più mi sono piaciuti fra quelli comperati negli ultimi 12 mesi. Alcuni capolavori del passato si mescolano ad ottimi film più recenti. Se qualcuno dei miei intrepidi lettori non sapesse cosa vedere [o rivedere] stasera, può trovare ispirazione in questa foto.


E poichè la qualità delle immagini scattate col mio cellulare non è di quelle che lasciano a bocca aperta [non che con le telefonate se la cavi molto meglio], ecco anche l'elenco scritto dei film:

La fiamma del peccato
di Billy Wilder, Il terzo uomo di Carol Reed, L'ereditiera di William Wyler, Tutti a casa di Luigi Comencini, Il sorpasso di Dino Risi, Hollywood Party di Blake Edwards, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, Chi ucciderà Charley Varrick? di Don Siegel, Inside man di Spike Lee, Match Point di Woody Allen, La sconosciuta di Giuseppe Tornatore e Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck.



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lunedì, 04 febbraio 2008
Il Grande Torneo degli Attori - Semifinali

 
Il Grande Torneo degli Attori propone oggi le sue nuove sfide. I precedenti confronti sono stati tutti combattutissimi e, per la prima volta in assoluto, s'è persino verificato un pari merito. James Stewart e Marcello Mastroianni hanno infatti ricevuto lo stesso numero di voti. In questo caso, come da regolamento, sono io che decido chi va avanti, e la mia preferenza va all'attore americano e alla sua lunga, straordinaria e versatilissima carriera. Dopo aver ricordato Woody Allen, Charlie Chaplin e Cary Grant, che abbandonano insieme a Mastroianni la contesa, non resta che dedicarsi alle Seminfinali del Torneo, per le quali si potrà votare per tutto il mese di febbraio.

Alberto Sordi vs James Stewart
Totò vs Robert De Niro



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sabato, 12 gennaio 2008
Il Grande Torneo degli Attori - Quarti di Finale

 
Il Grande Torneo degli Attori è arrivato ai Quarti di Finale e i contendenti alla vittoria finale si sono assottigliati a 8. Molti dei precedenti confronti sono stati vinti sul filo di lana: Sordi ha avuto la meglio sulla Magnani per sole 3 preferenze, Mastroianni ha sorprendentemente sconfitto Nicholson, che pur così tanti voti aveva avuto nelle selezioni, per 2 lunghezze. Solo Chaplin e De Niro hanno avuto vita facile, rispettivamente su Brando e la Monroe. Comunque qui potete vedere nel dettaglio il punteggio finale di ogni sfida ed il tabellone aggiornato. Si potrà votare per tutto il mese di gennaio.
 
Cary Grant VS Alberto Sordi 
James Stewart VS Marcello Mastroianni 
Charlie Chaplin VS Totò
Woody Allen VS Robert De Niro



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lunedì, 03 dicembre 2007
Il Grande Torneo degli Attori - Ottavi di Finale

Eccoci finalmente arrivati alla seconda manche del Grande Torneo degli Attori. Saluto subito alcuni meravigliosi interpreti che abbandonano il gioco al primo turno: come Walter Matthau che cede per sole 3 preferenze contro Katherine Hepburn, Ingrid Bergman, sotto di 2 nei confronti di Dustin Hoffman, l'immenso Peter Sellers sconfitto da Nicholson, il mitico Humphrey Bogart che ha avuto la peggio contro Mastroianni, e Tognazzi che, con grande dolore del nostro Conte Nebbia, non se l'è cavata nel suo confronto con Cary Grant. Comunque qui potete vedere il punteggio finale di ogni match ed il tabellone aggiornato. In questa occasione si avrà a disposizione tutto dicembre per votare.
 
Al Pacino VS Cary Grant
Alberto Sordi 
VS
Anna Magnani
Vittorio Gassman 
VS
James Stewart
Marcello Mastroianni 
VS
Jack Nicholson
Marlon Brando 
VS
Charlie Chaplin
Totò 
VS
Katherine Hepburn
Dustin Hoffman 
VS
Woody Allen
Marilyn Monroe 
VS
Robert De Niro



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giovedì, 29 novembre 2007
Non sono mai stato un intellettuale, ma ho quest'aspetto

Sesso, famiglia e religione, ma anche psicanalisi. Pessimismo cosmico, paura della morte e ipocondria. Letteratura, filosofia, il cinema europeo e New York City. Il prossimo primo dicembre, Woody Allen, uno dei più geniali autori cinematografici di sempre, compie 72 anni! Dice di odiare i suoi compleanni e che il suo sogno sarebbe di poterli passare a dormire, ma io gli auguri glieli faccio comunque, che non si sa mai!


Il dittatore dello stato libero di Bananas
Avevo un buon rapporto con i miei genitori, direi. Di rado mi picchiavano. Anzi, se non mi ricordo male mi picchiarono, in effetti, un'unica volta, durante l'infanzia. Cominciarono a darmele di santa ragione il 23 Dicembre del 1942 e smisero nel '44, a primavera inoltrata.
Crimini e misfatti
E' molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello. Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola.
Zelig
Sto seguendo un caso interessante. Ho in analisi due coppie di gemelli siamesi che soffrono di sdoppiamento della personalità. Sto per essere pagato da otto persone in una volta sola.
Amore e guerra
Sonja: Oh no, Boris, no! Ti prego! Il sesso senza amore è una vacua esperienza.
Boris: D'accordo ma nella sfera delle esperienze vacue, è una delle migliori!
Il dormiglione
Luna: Vuoi esibirti in un atto sessuale con me?
Miles: Esibirmi? Mi sa che non sono all'altezza di una vera e propria esibizione. Possiamo però fare una prova in costume, se ti va.
Harry a pezzi
Doris: Tu non hai valori. Tutta la tua vita è nichilismo, cinismo, sarcasmo e orgasmo.
Harry: Beh... in Francia con uno slogan così vincerei le elezioni.
Provaci ancora, Sam
Il timore della separazione. E' un interessante fenomeno psicologico. Una volta, da sposato, dovetti partire per Washington. E benché fossi io che partivo, mi sentii male. Invece, quando tornai diede di stomaco mia moglie.
Anything Else
Ti masturbi? Io lo preferisco a fare sesso. Ieri sera mi sono messo su una cosetta a tre: io, Marilyn Monroe e Sophia Loren. Credo, tra l'altro, che fosse la prima volta che le due grandi attrici apparissero insieme.
Io e Annie
La sapete quella di quelle due vecchie signore in villeggiatura, sui monti Catskills, e una dice: "Mamma, come si mangia male in questo posto!" "Oh, sì, il vitto è uno schifo dice l'altra", dice l'altra, "e oltretutto ti danno porzioni così piccole!" Beh, questo è essenzialmente quel ch'io provo nei riguardi della vita: piena di solitudine e squallore, di guai, di dolori, di infelicità e oltretutto dura troppo poco.
Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul sesso, ma non avete mai osato chiedere
E' sporco il sesso? Solo se fatto bene.
Broadway Danny Rose
Grazie a Dio, sono ateo!
Crimini e misfatti
Mio padre ha preso da sua zia Mary. Rifiutava la Bibbia perché diceva che il personaggio principale non era assolutamente credibile.
Scoop
Ero di fede ebraica. Ma poi mi sono convertito al narcisismo.
Mariti e mogli
La vita non imita l'arte, imita la cattiva televisione
Manhattan
Mary: Non venirmi a psicanalizzare, adesso. Pago un medico per questo.
Ike: Ma va'! Lo chiami medico, quel tipo là? Cioè, non ti viene qualche sospetto, quando il tuo analista ti chiama alle tre di notte e si mette a singhiozzare al telefono?
Mary: D'accordo, non è molto ortodosso. Ma è un dottore altamente qualificato.
Ike: Bel lavoro che ha fatto, con te. Il tuo amor proprio si trova, adesso, un gradino sotto quello di Kafka.



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