REAR WINDOW

Rear Window adora il cinema, la buona musica, l’arte in tante forme, leggere, scrivere, il web-designing, i viaggi, giocare a tennis, il nero e il grigio, la pizza, gli opposti, ricordare, avere fiducia, la sincerità, le emozioni, il senso dell’umorismo nelle persone. E' contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia!

Il mio profilo

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22 PICCOLI INDIANI

IL MOVENTE

Una volta nella vita, solo una e per favore, vorrei essere bello da togliere il fiato. Per riposare, mica per altro. Per recuperare una minima parte delle energie che ho speso in tutta la vita per essere carino, divertente, seducente, spiritoso, simpatico, diverso, imprevedibile, adorabile, forte, coraggioso, disponibile, intelligente, complice, paterno, sensibile, consapevole, preparato, informato, comprensivo, responsabile, affidabile e politicamente corretto. Solo per 48 ore... poi torno!


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sabato, 20 dicembre 2008
Giù il sipario



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lunedì, 08 dicembre 2008
Giovedì mi sposo... e chiudo il blog!

Affondato sul divano, barba di due giorni, bicchiere di whisky in mano, me ne stavo a rimuginare sui motivi per i quali il mio blog fosse così in crisi, quando arrivò Simona e si sedette accanto a me.

«E' tutta colpa di Facebook
- proruppi - Splinder si è svuotato ormai. Sono tutti su faccia di libro a vedere vecchie foto della cresima, a cancellare decine di inutili sottoscrizioni e a crearsi reti di finte amicizie. Sai bene - solo per dirne una - che esistono persone che per strada non ti salutano, e su Facebook, invece, ti trattano come se foste vecchi amiconi... e tutto ciò senza apparente imbarazzo! Peccato per Splinder... FB sta ai blog come i programmi di Maria De Filippi stanno alla tv di qualità».
«Ma FB non c'entra nulla! Sei tu che hai ammorbato i tuoi lettori con decine e decine di post su berlusconi! - rispose Simona - Ma chi ti credi di essere? Gad Lerner? I tuoi lettori sono stanchi di politica, vogliono invece sapere qualcosa della tua vita... tu non racconti mai nulla di te!»
«Ma io non faccio niente d'interessante. A chi vuoi che importi cosa compero dal "besagnino" sotto casa o le mie centouno misure per evitare di incontrare il padrone di casa!!!»
«E' giusto... ci vorrebbe qualcosa di più eclatante!»
«Ma la mia vita non è eclatante. Sto sempre con questo binocolo a guardare fuori, in cortile, e non succede mai granchè!»
«Mai dire mai. Specie perchè si da' il caso che io abbia una soluzione bell'e pronta per te! Una notiziona epocale che sarà sicuramente in grado di risollevare le sorti del tuo povero bloghettino!»
«Grande Simona!!! E quale sarebbe?!»
«Semplice. Ci potremmo sposare! Pensa alla gigantesca onda d'urto che un simile scoop avrebbe sul tuo indice di gradimento! Sarebbe un autentico tsunami!!!»

Colto alla sprovvista, sbiancai fino a prendere lo stesso colore delle pareti! Trattenni il fiato per un attimo, strabuzzai gli occhi e, senza accorgemene, un'espressione di euforia si dipinse sul mio viso. «Simona, adesso so esattamente cosa si prova a stare con un genio, anzi, per la precisione, a stare per sposare un genio! Questo sì che è un bell'asso nella manica! Lascia che ti abbracci!»

Due giorni dopo, la mia futura sposa mi trovò con un'aria molto più perplessa, ancora più stravaccato sul divano. «C'è qualcosa che non va. Non vorrei che i miei lettori pensassero che io mi sposi solo per avere più visite e più commenti. Anche se è vero, mi pare brutto!» Senza scomporsi minimamente, con il tono di voce più neutro che le abbia mai sentito, Simona rispose così: «Semplicissimo. Non hai altro da fare che chiudere il blog. Così nessuno potrà pensare che il nostro sia un matrimonio d'interesse».
«Sai che ti dico, Simona? Tu sei sprecata per Splinder, dovresti ideare programmi televisivi al posto della De Filippi! Sei un cervellone di prima categoria, se Costanzo ti conoscesse, sono sicuro che vorrebbe impalmarti al posto mio!»



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giovedì, 20 novembre 2008
Persi nel Natale

Direttamente dalla casa di riposo per blogger maturi, affetti da turbe giovanili,  anche quest'anno non ci stiamo facendo mancare la nostra dose intramuscolare di Lost. La quarta stagione ha assunto per noi una funzione prettamente curativa. Simona ed io siamo pazienti ormai cronici e gravi, che non rispondono a nessun altro trattamento a base di morfina o di altri narcotici affini. Soltanto i benefìci terapeutici prodotti dalla visione delle vicende dei naufraghi più famosi della televisione ci consentono di ottenere una significativa attenuazione della sintomatologia di cui siamo preda da circa due anni a questa parte.

Con l'approssimarsi del Natale, però, un'altra dipendenza si sta insinuando nei nostri già debilitati organismi. Per adesso il sottoscritto riesce ad opporre ancora una certa resistenza. La povera Simona invece è caduta completamente vittima della cosidetta Christmas Addiction, ossia quella particolare patologia che costringe le persone a spendere buona parte del proprio tempo nei centri commerciali, in cerca di qualsiasi prodotto che ricordi la festività in oggetto. Altri pericolosi sintomi, tipici di tale dipendenza, sono la programmazione di vacanze dicembrine in Lapponia, con l'obiettivo di scoprire la vera casa di Babbo Natale, il compulsivo invio di mail con dettagliatissime liste regalo all'indirizzo santaclaus@is.comingtotown, oppure la reiterata somministrazione di carote ai propri fidanzati, nella speranza che questi ultimi si trasformino in poderose renne natalizie. Nella foto, ecco parte dell'ingente bottino di cui Simona si è impossessata, a seguito di uno dei suoi più recenti raid.




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mercoledì, 15 ottobre 2008
Siamo ciò che clicchiamo?

«Siamo ciò che clicchiamo». Lo sostiene il direttore di Hitwise, una delle principali agenzie di monitoraggio del Web e, se davvero così fosse, si capirebbe perchè sta ottenendo tanto interesse la ricerca condotta dalla sua società su più di 10 milioni di utenti americani, secondo cui Facebook e gli altri portali di social networking [come MySpace e YouTube] hanno superato nelle ricerche persino i siti pornografici. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare sono proprio i più giovani che  in apparenza preferiscono il social network al sesso. I siti a luce rossa rappresentano oggi solo l'11,9% del traffico Web americano fra i 18-25enni, contro il 16,9% di 3 anni fa. Una diminuzione del 33% a fronte di una progressione folgorante di Facebook che recentemente è cresciuto del 270%.

Io però mi sentirei di ridimensionare i toni entusiastici che ho letto in giro a proposito di questa inchiesta. Sia perchè se le ricerche su Google si concentrano sui social network è anche dovuto al fatto che gli internauti conoscono già bene dove trovare gratuitamente la pornografia, senza quindi bisogno di far ricorso ai motori di ricerca. Sia perchè non è detto che il grande utilizzo di Facebook et similia sia comunque da considerarsi così positivo. Occorre infatti avere equilibrio nel muoversi in queste comunità virtuali, che a volte possono costituire un falso rimedio all'incapacità di socializzare e rapportarsi al prossimo che alcuni incontrano nella vita reale. Si può rischiare di creare un mondo parallelo in cui le relazioni sono governate dal click del mouse, dove si può cancellare in un attimo il proprio profilo se privo del sufficiente appeal e crearne uno nuovo più accettabile a sè e agli altri.



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giovedì, 09 ottobre 2008
I giorni del vino e delle rose

Qualcuno ricorda quello splendido film con Jack Lemmon e Lee Remick? Lui precipita quasi senza accorgersene nell’alcolismo, trascinando con sé la moglie. Lei darà fuoco alla casa, mettendo a rischio la vita della figlia, lui perderà un lavoro dopo l’altro. Cercheranno di smettere. Lui avrà la forza di seguire il calvario della disintossicazione, la moglie no.

Beh, la mia vita è stata un pò così. Non nel senso dell'alcool, ma in quello di conquistarsi le cose. Nulla è stato facile. Ogni traguardo è arrivato dopo percorsi lunghi e sofferti, raggiunto con le unghie e con i denti, quando ormai sembrava che no, non ce l'avrei mai fatta. Ho imparato molto. A considerare le cose belle che avevo. A non darle per scontate, che oggi ci sono e domani chissà. A godermi il momento. A non paragonarmi con altri. Ogni individuo fa storia e sè ed io non ho voluto essere nessun altro. Mai. Ci sono dolori che ti segnano ma dai quali esci più forte. Ci sono persone che deludono ma da cui impari sempre qualcosa. Che vali di più. Più delle menzogne, ad esempio. Oppure più dell'indifferenza. Ho imparato a vivere secondo una mia libertà, tentando di rispettare quella altrui come bene supremo. Ho consigliato senza impormi. Ho ascoltato consigli, decidendo poi con la testa mia. Ho sbagliato parecchie volte, sapendo però che in quel momento non avrei potuto fare altrimenti, perciò ho dispiaceri ma non rimpianti o rimorsi. Ho tanti difetti. Come tutti. Ci convivo. Li accetto, cercando di migliorarmi. A volte ci riesco. A volte meno. A volte ricordo i miei errori, altre li dimentico. Sono in equilibrio - talora precario - fra emotività e ragione, fra cialtroneria e responsabilità, fra malinconia e serenità. L'ironia è la mia personale medicina per i mali di dentro e di fuori. E' uno straordinario stregone l'ironia, quasi quanto l'amore, ma - come per l'amore - ci vuole impegno e dedizione. Però è indiscutibile che ne valga la pena. Sempre.



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sabato, 27 settembre 2008
La verità, vi prego, sulla felicità

La storia della felicità inizia con la parola eudaimonia, composta dal suffisso greco eu [buono] più la qualificazione positiva daimon [demone]. Nella tradizione filosofica greca, dunque, essere felici significa avere un buon demone, una protezione sicura che aiuta a superare gli ostacoli della vita. In quel contesto la felicità è strettamente legata alla sorte.
 
Da allora le definizioni sulla felicità si sono moltiplicate senza sosta. Poeti, scrittori, filosofi, cantanti, chi più chi meno, tutti hanno cercato di fornire la propria personalissima intepretazione di questa favolosa condizione emotiva. C'è chi, come Marilyn Monroe, l'ha legata al successo economico [«Dicono che il denaro non faccia la felicità, ma se devo piangere preferisco farlo sul sedile posteriore di una Rolls Royce piuttosto che su quelli di un vagone del Metrò»], c'è chi ne ha fatto una questione di basso relativismo [«Felicità: una gradevole sensazione scaturita dalla contemplazione della sofferenza altrui.»] o di spicciola botanica [«Felicità? Una piccola incombenza giornaliera da curare come faresti con un giardino.»]. Pascoli invece ritiene che occorrano buoni polmoni e tanto tanto allenamento [«io la felicità la inseguo per monti, per piani, pel mare, pel cielo, nel cuore.»]. Montale punta tutto sull'equilibrismo: [«Felicità raggiunta, si cammina per te sul fil di lama. Agli occhi sei barlume che vacilla, al piede, teso ghiaccio che s'incrina...»]. Cechov sostiene che l'importante è fare gli indifferenti [«La felicità è una ricompensa che giunge a chi non l'ha cercata.»]. Proust [«La felicità è benefica per il corpo, ma è il dolore che sviluppa i poteri della mente.»] e i Beatles [«La felicità è una "pistola" calda.»] sono d'accordo nel buttarla sulle gioie corporali. Dello stesso concetto, virato sui piaceri gastronomici, se ne appropria anche Albano [«Felicità è  un bicchiere di vino con un panino»]. Alberoni sottolinea l'importanza di cogliere l'attimo giusto [«La felicità è sempre e soltanto un istante. Non è una cosa che dura.»]. Che poi chi, come George Bernard Shaw, mette in campo il consumismo [«Non abbiamo diritto di consumare felicità senza produrne, più di quanto abbiamo diritto di consumare ricchezze senza produrne.»], chi, come Louis de Wohl, risponde viceversa con la religione [«La felicità perpetua non è che un'altra parola per indicare Dio»] e chi infine se ne frega un pò di tutto, come Carlo Maria Franzero [«Vivi nell'atarassia, nella apatia, e troverai la tua felicità. Non preoccuparti mai. Non volere gli entusiasmi, le forti emozioni.»].
 
Ecco, non so voi, ma io, dopo aver letto queste righe, mi sento molto più confuso di prima e così chiedo aiuto ai miei fidi lettori: la vostra verità, vi prego, sulla felicità!



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lunedì, 22 settembre 2008
I blog "sinceri" e quelli no

Qualche giorno fa un amico mi chiese quali fossero i miei blog preferiti su Splinder. Io risposi senza pensarci un attimo: i blog sinceri. Ma quali sono i blog "sinceri"? Semplice. Quelli che rispecchiano la personalità del loro autore. Coloro che mi hanno conosciuto dal vivo dopo aver letto il mio blog, mi hanno confidato che in linea di massima riflettevo l'idea che si erano formati su di me. Ci sono blogger che, nel bene e nel male [nel mio caso soprattutto "nel male"], sono più o meno come te l'aspetti. Un certo grado di approssimazione è beninteso da mettere in conto, dal momento che in un blog, che già di per sè rappresenta una forma di comunicazione parziale, si finisce tendenzialmente  con esaltare gli aspetti migliori della propria natura, nascondendo gli altri. Questo però è un orientamento che va maneggiato con cura, perchè può dare origine a fenomeni di distorsione della realtà. Esistono infatti persone che dalle loro pagine, spesso  molto seguite ed apprezzate,  forniscono un ritratto di sè molto differente da quello effettivo, abbandonandosi ad un "successo sociale" che invece sono molto distanti dall'ottenere nel mondo "autentico". Persone che scrivono per sedurre, visto che dal vivo non ci riescono, e che confondono rapporti virtuali con storie reali. Un blog può dare assuefazione. Occorre prestare attenzione, perchè il riscontro di chi ti legge può tristemente prendere il posto di un vuoto tangibile che non si riesce a colmare altrove.



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giovedì, 18 settembre 2008
Cineblabbers Connection

Mi corre l'obbligo di segnalarvi l'apertura di un nuovo blog di cui sono correo. Nasce grazie ad un'idea del buon Seaweeds e ha sùbito visto diversi amici parteciparvi con piacere. Si parlerà di cinema in modo diverso: cialtronesco anzichenò e mai serioso. Potevo tirarmi indietro dal fare il buffone anche su altri lidi, oltre che dalle pagine di questo blog? Certo che sì, però naturalmente non ci sono riuscito. Così, se di quando in quando avrete voglia di buttarvi un occhio [riprendendolo subito dopo, che tutte quelle orbite mi fanno impressione], non dovrete far altro che digitare cineblabbers.splinder.com. Tanto Vi dovevo.

Cineblabbers Connection



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martedì, 02 settembre 2008
Scarse possibilità

Leggo su "La Repubblica"  di ieri che ci sono alcuni scienziati in un immenso laboratorio sotterraneo, sepolto ad un centinaio di metri sotto il confine tra Francia e Svizzera, che il prossimo 10 settembre cercheranno di ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang. Però, per un gruppo di preoccupati ricercatori, questo esperimento potrebbe comportare il rischio della fine del mondo. Così, all'ultimo momento, gli oppositori del progetto hanno presentato un ricorso davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani, che in teoria potrebbe bloccare il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi. Oggetto della contesa è il Large hadron collider, un acceleratore da 6 miliardi di euro che, facendo scontrare particelle atomiche ad alta velocità e generando temperature di più di un trilione di gradi Celsius, dovrebbe rivelare il segreto di come è cominciato l'universo. Ciò che si teme è che l'esperimento andrà ben oltre le aspettative, creando un mini buco nero, che crescerà di dimensioni e potenza fino a risucchiare dentro di sé la Terra, divorandola completamente nel giro di quattro anni. Gli scienziati di Ginevra ribattono che non c'è assolutamente nulla da temere: ci sono infatti «scarse possibilità» che l'acceleratore formi un buco nero capace di porre una minaccia concreta al pianeta - dicono - perché la natura produce continuamente delle collisioni di energia più alte ancora di quelle che saranno create artificialmente dall'acceleratore, per esempio quando i raggi cosmici colpiscono la Terra. 
 
Ecco... non so voi, ma - a parte la considerazione molto naif che preferirei vedere investiti tanti soldi su programmi come la lotta al cancro o ad altre malattie incurabili - io vorrei saperne un pò di più su ciò che significa esattamente l'espressione "scarse possibilità", perchè - così com'è - la difesa di questi scienziati non è che mi tranquilizzi poi tanto. Chissà, forse perchè ho l'arbitraria presunzione che uno che si appresta a sperimentare qualcosa che non è mai stato provato prima e la cui portata va al di là di ridurre le infestazioni delle pinete mediterranee ad opera delle Formiche Rufe, mi fornisca qualche rassicurazione un pò meno vaga! Comunque, se non doveste più leggere miei post dopo il 10 settembre, perlomeno saprete che questo blog è finito in un mini buco nero. Qualcuno mi faccia luce!



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mercoledì, 27 agosto 2008
Quanto conoscete Rear Window?

Ormai sono più di due anni che ho aperto questo mio spazio su Splinder. Inizio ad essere uno dei blogger più irriducibili ed incalliti. Chissà però quanto di me traspare da queste pagine, per arrivare fino ai miei stoici lettori. Così, visto che l'estate è tempo di test per eccellenza, ecco 10 piccole domande per verificare se davvero conoscete il sottoscritto. Chi arriverà al punteggio di 100, potrà vantarsi con gli amici di essere un perfetto intenditore di Rear Window!

Cliccate qui per il test



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