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REAR WINDOW

Rear Window adora il cinema, la buona musica, l’arte in tante forme, leggere, scrivere, il web-designing, i viaggi, giocare a tennis, il nero e il grigio, la pizza, gli opposti, ricordare, avere fiducia, la sincerità, le emozioni, il senso dell’umorismo nelle persone. E' contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia!

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22 PICCOLI INDIANI

IL MOVENTE

Una volta nella vita, solo una e per favore, vorrei essere bello da togliere il fiato. Per riposare, mica per altro. Per recuperare una minima parte delle energie che ho speso in tutta la vita per essere carino, divertente, seducente, spiritoso, simpatico, diverso, imprevedibile, adorabile, forte, coraggioso, disponibile, intelligente, complice, paterno, sensibile, consapevole, preparato, informato, comprensivo, responsabile, affidabile e politicamente corretto. Solo per 48 ore... poi torno!


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giovedì, 14 febbraio 2008
Due

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Toulouse Lautrec Agnolo Bronzino Renè Magritte Francesco Hayez Gustav Klimt Marc Chagall Edward Munch François Boucher Alberto Ruggieri Toulouse Lautrec Pablo Picasso Egon Schiele
[Due - Erri De Luca]

Quando saremo due saremo veglia e sonno,
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso.



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martedì, 06 febbraio 2007
Is a kiss just a kiss?

"You must remember this: a kiss is just a kiss" ammoniva la canzone di "Casablanca", ma io non credo che sia poi così vero. Vittima di un improvviso rigurgito di romanticismo, forse perchè la prossima settimana è San Valentino, o piuttosto perchè ho recentemente rivisto il capolavoro con Bogart e la Bergman, mi è venuta voglia di raccogliere 15 fra i baci che più mi sono piaciuti nella Storia del Cinema... so che ce ne sono molti altri, ma, tant'è, eccone alcuni:



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venerdì, 15 settembre 2006
La verità, vi prego, sull'amore

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sull’autobus mi pesterà un piede?
Arriverà come il cambiamento improvviso del tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull’amore.
Wystan Hugh Auden (da "La verità, vi prego, sull'amore")
Amare e' soffrire. Se non si vuol soffrire non si deve amare. Pero' allora si soffre di non amare, pertanto amare e' soffrire, non amare e' soffrire e soffrire e' soffrire. Essere felici e' amare, allora essere felici e' soffrire, ma soffrire ci rende infelici, pertanto per essere infelici si deve amare o amare e soffrire o soffrire per troppa felicita'... io spero che tu stia prendendo appunti.
Woody Allen (da "Amore e Guerra")
L'amore è un gesto pazzo, come rompere una noce con il mento sopra il cuore.
Pasquale Panella (da "Però il rinoceronte")
 Charles Schultz (da "Comic Strip Peanuts")



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lunedì, 07 agosto 2006
The End

"The End" è idealmente l'ultimo brano dell'ultimo album dei Beatles. Poco più di due minuti. Una prima parte strumentale con chitarre distorte e un ritmo che freneticamente sale sempre più, per poi sciogliersi quieto ed appagato, come illuminato dalla verità, nel verso finale della canzone: il testamento artistico del gruppo, quello che John Lennon definì un verso cosmico e filosofico, che non smette mai di emozionarmi.

"...e alla fine l'amore che ricevi è uguale all'amore che dai".  Mi piace pensare che sia così. Mi piace pensarlo oggi.



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domenica, 21 maggio 2006
Le cose per cui vale la pena di vivere


Ike è sdraiato sul divano, tiene il microfono all’altezza della bocca.

Ike: Ehm... va bene, dunque, perchè vale la pena di vivere? E' un’ottima domanda. Beh, ci sono certe cose per cui vale la pena di vivere. Per esempio: ok, per me... emh... io direi... il vecchio Groucho Marx per dirne una, mhmm, Joe di Maggio e il secondo movimento della sinfonia Jupiter e Louis Armstrong, l’incisione di “Potato Blues”... i film svedesi, naturalmente... “L’educazione sentimentale” di Flaubert, mhmm, Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili mele e pere dipinte da Cezanne, i granchi da Sam Wo, il viso di Tracey.

Mette giù il microfono, appoggiandoselo al petto e sospira. Si solleva sui gomiti, si siede, ha un attimo di esitazione, poi solleva la cornetta del telefono e compone un numero. Porta la cornetta all’orecchio e sente il segnale di occupato. Si alza, prende la giacca e si precipita fuori. [...] Ike guarda attraverso la porta di vetro, la spinge ed entra, va verso Tracey.

Manhattan

Ike: Salve.
Tracey: Salve.
Che cosa fai qui?
Ike: Beh… ecco, ho corso... io ho cercato di chiamarti, ma era occupato, allora poi non sono riuscito a trovare un taxi e cosi ho corso... dove stai andando?
Tracey: Londra.
Ike: Stai andando a Londra adesso? Vuoi dire che se arrivavo due minuti più tardi, saresti andata a Londra? Beh... vengo subito al dunque allora. Non credo che tu debba andare. Credo di avere commesso un grande sbaglio, e preferirei che tu non andassi.
Tracey: Oh... Isaac!
Ike: Io... sul serio, so che sembra molto brutto ora, ma… capisci, era… ti vedi con qualcuno?
Tracey: No.
Ike: Così... bene... mi-mi, tu ancora mi ami, o è finito tutto, o cosa?
Tracey: Gesù, tu salti fuori... non telefoni e poi ad un tratto compari. Cioè... che ne è di quella donna che avevi?
Ike: Beh, insomma, ti dirò che... emh, si, non la vedo più. Senti ho fatto uno sbaglio. Cosa vuoi che ti dica. Non credo che tu debba andare a Londra.
Tracey: Ma io devo andarci. Insomma, ormai i programmi sono tutti stabiliti, i preparativi... i miei genitori sono già la per cercarmi un posto in cui abitare.
Ike: Beh... ah... ma mi ami ancora o… o cosa?
Tracey: Tu mi ami?
Ike: Beh... si, ecco io... oh si, certo, insomma è tutto qui, capisci.
Tracey: Indovina... sai che ho compiuto 18 anni l’altro giorno? Sono maggiorenne, ma sono ancora una bambina.
Ike: Non sei poi così tanto bambina. 18 anni. Sai, potresti-potresti già ricevere la chiamata dell’esercito
Tracey: Mi hai fatto stare così male...
Ike: Non è stato di proposito... lo sai. Voglio dire... beh, insomma lo sai, allora era così che vedevo le cose...
Tracey: Tra sei mesi torno. Cosa sono sei mesi se noi ci amiamo ancora?
Ike: Ehi, non essere tanto matura, ok? Voglio dire sei mesi sono tanto tempo. Tu ti metterai a lavorare in quel teatro. Starai con attori e registi, capisci... farete delle prove e tu ti coinvolgerai con quella gente. Vedi... ci sono forme di attaccamento e-e, cioè, non, non vorrai diventare così... voglio dire tu cambierai. Capisci... in sei mesi diventerai una persona diversa.
Tracey: Non vuoi che io faccia questa esperienza? Voglio dire, tempo fa non facevi di tutto per convincermi?
Ike: Beh, si... certo, ma lo sai… potresti, sai... cioè, io non voglio che quella cosa di te che amo si possa cambiare.
Tracey: Senti, sei mesi non sono tanto lunghi. E non tutti si lasciano corrompere. Vedi, devi avere un pò di fiducia nella gente.

(Manhattan - Woody Allen)



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giovedì, 11 maggio 2006
Cosa sappiamo dell'amore?

Charlie Brown

Che l'amore sia tutto quel che esiste

è tutto ciò che noi sappiamo dell'amore;

e può bastare che il suo peso

sia uguale al solco che lascia nel cuore.

(Emily Dickinson)



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venerdì, 17 febbraio 2006
Vavattenne

scusateilritardoDevo un saluto ed un ringraziamento a tutti coloro che hanno visitato il mio blog ed in particolare a chi ha voluto lasciare traccia di un suo apprezzamento a quanto scrivevo. Ho preso la decisione di interrompere la pubblicazione dei post perchè in questo momento non potrei che parlare di una cosa sola. Ho da poco scoperto che una persona che pensavo comunque meritasse il mio rispetto, in realtà aveva tradito la fiducia incondizionata che avevo in lei nel modo più spregevole, infarcendo il tutto con reiterate menzogne. Non era certo questo di cui volevo scrivere quando ho pensato di aprire un blog e perdipiù vorrei evitare di sentirmi dire le solite frasi di circostanza che tipicamente si utilizzano quando qualcuno dei nostri amici si trova in queste condizioni.

Credo che mi sentirei un pò come Lello Arena (Tonino) in "Scusate il ritardo" che perseguita l'amico Massimo Troisi (Vincenzo), perchè molto depresso per questioni sentimentali. "Uè Tonì, comme stai?" S'informa Vincenzo "E come devo stare Vincè, sempre uguale! Io, io ti devo parlare Vincè, io mi devo sfogare con qualcuno, due minuti..." - "Ma quanno adesso?" - "no, pure dopo..." - "E, dopo Tonì, quanno se ne sono andati tutti" - Gli offrono un caffè, ma lo rifiuta perchè ha il fegato malato "Si Vincè, ma non fare che dici dopo parliamo e poi non parliamo.." - "Tonì, se ti ho detto dopo è dopo, parliamo non ti preoccupare" - Ma Tonino non è convinto... "Vincè..." - "Tonì, t'aggie ditte dopo parliamo!" - "Vincè..." - "Basta Tonì! nun te vogghie vedè cchiù, vavattenne..."

Ancora grazie. Paolo.



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domenica, 12 febbraio 2006
Come tutti gli altri

E' sempre difficile dire addio a chi si ama... a chi ha fatto un pezzetto di vita insieme a te, portando in dono felicità e dolore. Per quanto ci si prepari, non si è mai pronti e si tenta di procrastinare la fucilazione anche solo di qualche minuto. Si, perchè è proprio come una condanna a morte. C'è chi ha rifiutato la  benda sugli occhi. Ha visto esaudito il suo ultimo desiderio e poi, mostrato il petto, ha guardato in faccia, e a testa alta, il plotone d'esecuzione. E' morto da eroe, o almeno gli piace pensarlo. Però è morto. Esattamente come tutti gli altri.

 

Domattina alle sei saro' giustiziato per un crimine che non ho commesso. Dovevo essere giustiziato alle cinque, ma ho un avvocato in gamba.

(Woody Allen)



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venerdì, 10 febbraio 2006
Non ha capito una parola

Noi volevon savoirAh... la comunicazione! Credo che non possa esserci maggiore distanza fra due persone di quella data dal linguaggio e dal differente utilizzo che si fa delle parole. Per me le parole hanno un valore: è un fatto di sensibilità, di sincerità, di impegno, di integrità, di spessore. Moretti diceva che chi parla male, pensa male e vive male. Non mi piace chi usa le parole con leggerezza e  faciloneria. Quanta desolante pochezza c'è nell'animo di chi dice "ti amo" con la stessa attenzione con cui direbbe "mi dia un etto di focaccia".



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lunedì, 30 gennaio 2006
Così piccole mani

Il tuo più tenue sguardo
facilmente
mi aprirà,
benché abbia chiuso me stesso
come dita.
Sempre mi apri petalo per petalo,
come la primavera fa,
toccando accortamente,
misteriosamente,
la sua prima rosa.
E io non so quello che c'è in te che chiude e apre;
solo, qualcosa in me comprende
che è più profonda la voce dei tuoi occhi
di tutte le rose.
Nessuno,
neanche la pioggia,
ha così piccole mani.

(Edward Estlin Cummings)
Autoritratto di E.E.Cummings
 



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