Rear Window adora il cinema, la buona musica, l’arte in tante forme, leggere, scrivere, il web-designing, i viaggi, giocare a tennis, il nero e il grigio, la pizza, gli opposti, ricordare, avere fiducia, la sincerità, le emozioni, il senso dell’umorismo nelle persone. E' contrario ai rapporti prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia!
al cinema con charlie brown
amalteo
being mastroianni
bellatrix
colazione da splinder
conte nebbia
erikaluna
giovane e innocente
ho sognato un gatto parlante
i viaggi del nano
in movimento
l'eleganza del riccio
miss blum
piacere cinefago
seaweeds leaves
tenda rossa
Rear Window
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La chiave di lettura del fenomeno italiano dei blog sta nell'utenza femminile, vera avanguardia di questo sempre più diffuso strumento del web. Le donne bloggano di piu' e commentano di piu'. Il 40,3% delle donne ha piu' di un blog [32,7% gli uomini], e il 56,5% delle donne commenta all'interno di un blog quando ha ''qualcosa di interessante da dire'' [49,7% gli uomini]. Le donne concepiscono tendenzialmente la loro azione all'interno dei blog come uno strumento di comunicazione tra buoni conoscenti. A conferma di questa intuizione va sottolineato come il 39,7% delle donne [contro il 23,6% degli uomini] dichiari di leggere determinati blog per via del ''rapporto di amicizia con l'autore''. Rispetto all'autore maschile, l'autrice di blog afferma come la creazione dei testi sia un atto di analisi e magari critica della vita vissuta. Il 74,4% delle donne [contro il 54,9% degli uomini] alla domanda ''Per chi scrivi?'' risponde ''per me'' e il 37,7% delle donne [14,5% i maschi] ammette di ''scrivere di cose intime/personali''. Ma il dato che segna la forchetta piu' ampia tra il comportamento maschile e quello femminile riguarda l'oggetto dei contenuti dei blog: l'80,9% delle donne [contro il 53,7% gli uomini] utilizza episodi della vita reale come ispirazione per i post. Le autrici/lettrici di blog sono piu' giovani degli uomini [22,1 anni di media contro 27,8 anni degli uomini] e stanno online da molto meno tempo, tanto che solo il 25,4% aveva iniziato a navigare prima del 1997, mentre in quell'anno aveva navigato gia' il 54,4% dei maschi. Le navigatrici propongono inoltre un utilizzo dei blog diverso, che ha dei tratti di riflessione sull'essere umano e tendono a essere piu' inserite nella dinamica sociale online. ![]() |
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Orbene, dopo poco più di un anno dalla nascita del blog, ho deciso di fare outing: voglio anch'io il mio milione di dollari!!! Proprio così, voglio diventar ricco da far schifo. Si sa che Paul Getty sosteneva che «Se puoi contare i tuoi soldi, non hai un milione di dollari» - e siccome io non solo posso contarli, ma sono persino in grado di attribuire un nome a ciascuna delle mie banconote e la sera, prima di andare a dormire, le posso salutare una per una, terminando in pochi minuti - penso che sia arrivato il momento di dare una svolta alla mia esistenza. Si dice che tutti nella vita abbiano la stessa quantità di ghiaccio; però i ricchi d'estate e i poveri d'inverno. Per questo io intendo cambiar stagione. E dato che al tempo della Rete più si è strampalati e più si guadagna, qualcosa mi ha inequivocabilmente convinto che sono l'uomo giusto al momento giusto! D'altronde non credo di non essere nelle condizioni di partorire idee bislacche come queste, ognuna delle quali ha consentito di alzare quantità colossali di soldi:
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Million dollar homepage: la famosissima pagina che vendeva pixel a 1$ l'uno ha fatto storia. Il modo più facile al mondo per guadagnarsi un milione di dollari.
Lettere da Babbo Natale: Volete che mamma e papà non spendano 10$ per una lettera scritta da suo pugno da Babbo Natale? Ne hanno vendute 200.000! Fate un po' di conti...
Occhiali da sole per cani: Sì, si vendono anche quelli e a vagonate. Del resto anche i cani hanno bisogno di carisma e sintomatico mistero.
I frati che ricaricano cartucce ink-jet: (ma non solo) nel 2005 hanno fatturato 2.5 milioni di dollari. Il loro motto è "Commercio con compassione".
Positivedating.com: è un sito di incontri online per sieropositivi. Discutibile quanto si vuole, ma i suoi numeri sono 50.000 utenti e 110.000$ di ricavi.
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Ebbene si: «L'oro non è tutto. Ci sono anche i diamanti» [Zio Paperone]
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C’è chi li ama e c’è chi li odia. C’è chi pensa che siano il mezzo di comunicazione del futuro e chi li considera una moda e in quanto tale transitoria. In realtà i blog sembrano entrati in una nuova fase: quella della complementarietà con i media tradizionali. Ormai è un dato consolidato: i giovani leggono più i blog di quanto leggano i quotidiani o di quanto guardino le notizie in televisione. Quelli della fascia d’età 18-34 stanno abbandonando i giornali (negli Usa addirittura con punte del 50%) e, secondo la Online Publisher Association, solo il 17% di chi ha meno di 25 anni ritiene che la lettura dei giornali sia importante nella propria vita. Gli editori sono posti di fronte a scelte radicali: ignorare questa tendenza o elaborare nuove strategie per non perdere il contatto con la generazione dai cui ranghi uscirà la classe dirigente del futuro. Il blog è lo strumento che consente di raggiungere questo fine: consente agli editori di assecondare le abitudini di lettura dei giovani e di fidelizzarli, capitalizzando la tendenza all’abitudinarietà: se un lettore è abituato a leggere i blog del Figaro e del Times, aumentano le chances che frequenti anche il sito, soprattutto con l’evolversi dei gusti e delle esigenze. La tendenza da parte delle principali testate ad ospitare dei blog nel proprio portale rientra in questo processo.
La funzione dei media tradizionali resta indiscutibile e per ora insostituibile; ma i blog ne hanno una propria. Tendono non a sostituirsi, ma ad integrarsi ai primi: sono il “cane da guardia” di giornali e tv, ma al contempo hanno successo soprattutto quando le loro denunce o le loro segnalazioni vengono riprese dai mezzi di informazione canonici. Utilizzano un linguaggio disinvolto e personalizzato che quest’ultimi non possono permettersi. Si sta creando una circolarità tra i due mondi: blog famosi vengono ospitati su portali di grandi testate, i giornalisti imparano a monitorare i blog come fonte d’informazione, i bloggisti a loro volta a monitorare costantemente i media e a seguire notizie e fatti che sfuggono al radar dei cosiddetti “mainstream” media. L’esperienza americana induce a considerare la possibilità che in futuro nasca un nuovo mestiere, a fianco di quello del giornalista: quello del blogger professionista. ![]() |
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Credo che tutti oramai sappiano cosa sia il phishing. Si dice phishing un tipo di frode ideato allo scopo di appropriarsi di informazioni, quali numeri di carta di credito, password, o altri dati personali. In particolare il phishing viene messo in atto da utenti malintenzionati che inviano milioni di false e-mail che sembrano provenire da siti Web noti o fidati, come il sito della propria banca o della società di emissione della carta di credito. Le persone che ritengono queste e-mail attendibili vengono poi indirizzate verso siti Web che paiono ufficiali, del tutto identici a quelli originali, e qui troppe volte rispondono ingenuamente a richieste di numeri di carta di credito, password, informazioni su account ed altre informazioni personali.
Però, mi chiedo io, perchè questi "utenti malintenzionati" non si impegnano a tradurre un pò meno maldestramente i mail che spediscono all'estero? Magari la truffa riuscirebbe un pò più spesso, e non mi farebbe venire in mente Totò quando cerca di vendere la Fontana di Trevi ad un turista americano! Ecco un esempio di mail truffaldina (con tanto di miei commenti sul contenuto) arrivata oggi alla mia casella di posta:
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Carosello nasce il 3 febbraio 1957. I limiti pubblicitari impongono che su due minuti e quindici secondi di ogni episodio, il richiamo al prodotto duri al massimo trentacinque secondi: il famoso "codino" che differenziava Carosello da tutta la pubblicità mondiale e faceva impazzire i pubblicitari che cercavano di fondere armoniosamente scenetta e reclame, rispettando i vincoli di una censura particolarmente severa. Il programma, il cui titolo rievoca un celebre film musicale da poco uscito, "Carosello napoletano", diviene in breve l'appuntamento più seguito della Televisione di Stato. E' l'unica trasmissione interamente ideata, scritta e diretta da privati, e per molti giovani alle prime armi diventerà presto una grande palestra per imparare il mestiere. Nel 1961 l'ascolto di Carosello, nonostante la nascita di altri programmi di intrattenimento, è di 7 milioni e 800 mila spettatori. Nel 1963 la vecchia sigla viene cambiata con disegni eseguiti a tempera da Manfredo Manfredi, raffiguranti quattro celebri piazze di città italiane: Venezia, Siena, Napoli e Roma. Nel 1969, unico caso della sua lunga storia, la trasmissione è sospesa per tre giorni a causa della strage di Piazza Fontana. Nel 1971 una selezione di Carosello viene presentata al Museo d'Arte Moderna di New York. Intanto il programma diventa sempre più corto: nel 1974 ogni scenetta dura un minuto e quarantasecondi, mentre il costo per realizarlo si aggira dai 3 ai 5 milioni. Il primo gennaio 1977 va in onda l'ultimo episodio, ufficialmente per una decisione della Commissione parlamentare di vigilanza della Rai, che tende a ridurre la pubblicità ai vari prodotti. Gli ultimi ascolti parlano di 19 milioni di italiani, fra cui 9 milioni di bambini!
Complessivamente sono andate in onda 42 mila scenette, mentre il giro d'affari é stato di oltre 40 milioni di Euro l'anno. Durante i vent'anni in cui é stato trasmesso, Carosello ha coinvolto tutto il mondo del cinema e dello spettacolo italiano. L'elenco degli attori e dei cantanti che vi ha partecipato è sterminato, per non parlare della grande produzione di cartoni e pupazzi animati che caratterizza il programma: l'omino coi baffi per la caffettiera Bialetti; Capitan Trinchetto, il marinaio che parla genovese ed esagera sempre un po', con il coretto di sottofondo che canta: "Cala, cala, cala! Cala Trinchetto!", per l'acqua brillante Recoaro; il pulcino Calimero per la Mira Lanza; Topo Gigio per i biscotti Pavesini; Carmencita e il Caballero per il caffé Lavazza; l'ippopotamo Pippo per la Lines; Jo Condor per le merendine Ferrero; la Linea per Lagostina e tantissimi altri. Sono innumerevoli gli slogan e i personaggi inventati in questo spazio televisivo che sono divenuti dei veri e propri "modi di dire" e restano ancor oggi, a 30 anni dalla fine del programma, nella memoria collettiva di un Paese intero. |
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La questione eutanasia rischia di rendere ancora più ostico il dialogo tra cattolici e laici, in Italia molto faticoso anche a causa dei problemi di udito di molti protagonisti. E' un tema che si aggiunge a una lunghissima lista di questioni scottanti. Vediamo le principali.
Eutanasia > I cattolici più possibilisti sostengono che è lecito interrompere l’accanimento terapeutico, a patto che le sofferenze degli anni precedenti la morte siano state sufficientemente atroci e prolungate da poter soddisfare il famoso "Protocollo di San Sebastiano", che stabilisce minuziosamente il numero di piaghe e dolori lancinanti bastante a raggiungere la Grazia. I più intransigenti chiedono, invece, che non solo il moribondo, ma anche i parenti e il personale ospedaliero dicano il rosario e aspettino la volontà di Dio senza rompere troppo i coglioni. Sul fronte laico, non aiuta il dialogo la posizione degli oltranzisti, che chiedono di inserire anche l’emicrania e la sinusite tra le patologie che consentono l’eutanasia.
Pacs > Dare riconoscimento legale alle coppie di fatto? Febbrili contatti, tra gli uomini di buona volontà dei due schieramenti, per trovare soluzioni di compromesso. Lo scopo è di aprire alle nuove forme di convivenza, ma al tempo stesso difendere l’assetto tradizionale della famiglia. Per esempio, l’unione tra due omosessuali potrebbe essere consentita solo a patto che arrivino entrambi vergini al matrimonio, uno dei due dimostri di saper stirare e l’altro legga la "Gazzetta dello sport" fumando la pipa. Fa discutere, nel frattempo, uno studio del Censis sulle unioni incivili, tipo marito buzzurro che picchia la moglie, o moglie nevrastenica che vorrebbe abitare a Manhattan invece che a Schio e lo fa notare al marito ogni cinque minuti. Anche telefonandogli in ufficio. La questione non dovrebbe entrare a far parte dell’agenda politica perché le unioni incivili sono già legalizzate.
Fecondazione assistita > È già noto l’emendamento Pera-Buttiglione: la sola fecondazione assistita consentita dalla legge è quella in cui un prete assiste alla copula. Francesco Rutelli, che cerca di fare da ponte tra cattolici e laici, propone la legittimità della fecondazione in provetta purché la provetta sia abbastanza grande da contenere marito e moglie che si congiungono nella posizione del missionario. Fa discutere la proposta, di impronta teo-con, di adottare non solo gli embrioni congelati, ma anche i bastoncini di pesce. Febbrili preparativi, sul fronte laico, per dare vita agli Atei Rinati, in opposizione ai cristiani rinati, e presentare in Parlamento un decreto-legge che non solo tolga il crocifisso dagli edifici pubblici, ma costringa il parroco più vicino a stuccare accuratamente il buco lasciato dal chiodo.
Darwin. Darwinismo e creazionismo? > Anche su questo fronte si distingue l’attivismo di Rutelli, che propone una terza via: l’uomo discende dalla scimmia, ma la scimmia era cattolica praticante. Desta vivo interesse anche la posizione di papa Ratzinger, che non nega l’evoluzionismo, ma sostiene che è stato progettato da un Grande Designer. Negli archivi vaticani sarebbero custoditi i lucidi nei quali Dio tracciò i principali lineamenti dell’universo. Perché, allora, denunciano i laici, vengono tenuti segreti? Forse perché i disegni divini raffigurano la periferia di Caserta e i costumi di scena del balletto di "Domenica in"?
[Michele Serra > "L'espresso"]
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abbandonano la nave: molti di loro hanno spostato la pubblicità sui siti web che hanno ormai molta più visibilità della carta stampata. Nei prossimi anni la crisi si farà più acuta e questo corrisponderà alla perdita di molti posti di lavoro. Per porre rimedio i giornali cercano di tagliare i costi investendo sempre meno in qualità, offrendo servizi di costume e spettacolo, più attraenti per molti lettori. Il punto è che i giornali hanno sempre avuto un ruolo di primo piano nei sistemi democratici. La crisi attuale farà venir meno uno degli attori più importanti nella nostra società? Probabilmente gli effetti della crisi saranno meno gravi del previsto, dopotutto i giornali hanno già superato l'avvento e la crescita della TV. Quotidiani importanti e prestigiosi come il New York Times e il Wall Street Journal non avranno difficoltà ad aumentare il prezzo di vendita per arginare la fuga degli inserzionisti e continuare a offrire inchieste di qualità. Paradossalmente le difficoltà della carta stampata non corrispondono a una minore circolazione di informazione tra i cittadini. Al contrario, la Rete ha aumentato a dismisura la possibilità di informarsi, di accedere a fonti diverse senza limitarsi ai soli quotidiani nazionali.![]() |
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